Unity, la nota azienda che fornisce software per la creazione di videogiochi, sta procedendo con ulteriori licenziamenti e la
chiusura della metà dei suoi uffici, passando dagli attuali 58 a meno di 30 nei prossimi anni. Si tratta del terzo taglio al personale effettuato in meno di un anno, con una
diminuzione dell'8% della forza lavoro totale dell'azienda.
Nonostante ciò, il CEO
John Riccitiello sostiene che si tratta di una ristrutturazione necessaria per consentire all'azienda di crescere. I licenziamenti ridurranno il numero di figure manageriali intermedie all'interno dell'organizzazione, il tutto mentre si pianifica un
ritorno al lavoro in ufficio per almeno tre giorni a settimana a partire da settembre.
Per il momento,
i risultati sembrano dare ragione al CEO, visto che lo scorso febbraio Unity ha annunciato il primo trimestre chiuso in positivo da parecchio tempo. In ogni caso, la ristrutturazione in corso rappresenta un'ulteriore conferma dell'impegno di Unity nel migliorare la propria efficienza e crescere sul mercato.
Resta da vedere come andranno a concretizzarsi i piani dell'azienda, ma è chiaro che
Unity è determinata a rimanere un attore di primo piano nel settore dei videogiochi, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia e dalla concorrenza sempre più agguerrita.