Sony blocca il progetto fan-made Bloodborne e chiude Bluepoint: il sogno di un remake si allontana
Scritto da Vincenzo Napolitano, il 21 febbraio 2026 alle 19:37

Lo sviluppatore Maxime Foulquier aveva presentato nel novembre 2024 Bloodborne: Top Down Arena, un brawler isometrico non ufficiale che mescolava suggestioni soulslike con meccaniche alla Diablo e Vampire Survivors. L’idea era quella di reinterpretare l’immaginario gotico di Yharnam in chiave action dall’alto, puntando su sistemi di combattimento frenetici e progressione dinamica. Il progetto, ancora in fase embrionale, aveva attirato curiosità proprio per la sua natura ibrida e per il tentativo di proporre qualcosa di diverso rispetto all’esperienza originale.
Lo sviluppatore ha spiegato di aver inizialmente scelto il silenzio, decidendo di riutilizzare gli asset creati per dare vita a un nuovo gioco ambientato in un universo originale, semplicemente ispirato alle atmosfere di Bloodborne. Tuttavia, la recente chiusura di Bluepoint Games lo ha spinto a rendere pubblica la vicenda, anche per esprimere la propria delusione. La scomparsa dello studio texano, specializzato in remake di alto profilo, è stata percepita da molti come l’ennesimo segnale che un ritorno ufficiale di Bloodborne sia tutt’altro che prioritario per Sony.
Non è nemmeno la prima volta che un progetto amatoriale legato al brand viene fermato o costretto a cambiare identità. In passato, anche Bloodborne Kart aveva dovuto rinunciare al nome originale prima del lancio, trasformandosi in Nightmare Kart per evitare problemi legali. Segno che la proprietà intellettuale resta sotto stretta sorveglianza, nonostante l’assenza di nuove iniziative ufficiali.
Il paradosso è evidente: da un lato un pubblico affamato di aggiornamenti, remake o persino una semplice versione migliorata per le piattaforme più recenti; dall’altro una gestione estremamente rigida del marchio, che non lascia spazio nemmeno a reinterpretazioni non commerciali. Con FromSoftware impegnata su altri progetti e Sony che giustifica la chiusura di Bluepoint con l’aumento dei costi di sviluppo e il mutato comportamento dei giocatori, il futuro di Bloodborne sembra destinato a rimanere sospeso. E mentre il gioco riposa ancora nella sua bara gelida su PS4, il desiderio dei fan continua a crescere, alimentato anche da queste occasioni mancate.
Vincenzo Napolitano
Anche noto come Vind GrizzlyBevo, mangio, amo lo sport, i videogiochi, la scienza, l'ingegneria industriale. Procrastinatore seriale. (Un giorno scriverò anche una biografia decente).
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