La trasformazione di PlayStation in una piattaforma unicamente digitale non porterà a nulla di male per il cliente finale, vero? Sbagliato. Se da un lato abbiamo visto
Steam tenere validi codici vecchi di ben 27 anni e tenere attivi account vecchi di 20 anni (la cancellazione degli account
non è prevista nei loro TOS), quali sono i termini di preservazione con la piattaforma digitale dell'editore nipponico? Non abbiamo alcuna notizia di vecchi codici retail attivabili dopo 20 anni, essendo stati introdotti per alcuni giochi solo per PlayStation 4, ma
sappiamo benissimo cosa succedere agli account PlayStation inattivi. Ma facciamo prima i conti con due scenari ipotetici:
Facciamo un passo indietro. Immaginatevi di essere un adulto over 30, di aver iniziato da bambino con la prima PlayStation e poi essere divenuti dei fan di Xbox appena uscita. L'effetto nostalgia da trentenne colpisce in pieno, recuperate la vostra PlayStation e la vostra copia di Spyro per recuperare qualche ora della vostra infanzia. Bene, salvo il disco non sia eccessivamente deteriorato o graffiato la vostra operazione nostalgia sarà soddisfatta in pieno!
Immaginano ora di essere un attuale
bambino che ha comprato tutto il suo catalogo di giochi in digitale su PlayStation 5 per comodità e che dal prossimo anno passerà a Nintendo o Xbox.
Quando sarà un adulto riuscirà a recuperare con cosi tanta facilità la sua infanzia? Purtroppo no. Se pur la console non credo avrà problemi a partire dopo un cosi lungo periodo di inattività, non si potrà dire lo stesso del suo account e la sua raccolta giochi.
Lo scorso aprile infatti Sony ha aggiornato i termini di servizio degli account PlayStation per "conformarsi al GDPR" introducendo una pratica piuttosto malsana considerando il suo futuro unicamente digitale:
Un account inattivo da almeno 36 mesi, ovvero 3 anni,
verrà infatti chiuso e tutti i dati ad esso associati cancellati, incluse le licenze dei prodotti associati. La chiusura dell'account verrà comunicata preventivamente 6 mesi prima da Sony via email, dando quindi modo all'utente di riattivare per tempo il proprio account. Il ragazzo del nostro racconto, se non presterà attenzione, rischierà di perdere la collezione digitale della sua infanzia e doversi ritrovare a ricomprare i prodotti nuovamente per per rigiocare parte della sua infanzia.
A dirlo è la sezione 21 dei nuovi termini di servizio di PlayStation,
consultabili al seguente indirizzo e che recitano:
21. Chiusura dell'Account. 21.1. Per chiudere il tuo Account, puoi contattarci utilizzando i recapiti forniti nella sezione 28.
21.2. Se non hai utilizzato il tuo Account da almeno 36 mesi, potremmo adottare le misure necessarie per chiuderlo. In tal caso, ti contatteremo all'indirizzo e-mail registrato al tuo Account e ti daremo 6 mesi di tempo per accedere al tuo Account o contattarci per mantenerlo aperto.
21.3. Una volta chiuso il tuo Account, non potrai accedere ai servizi online di PlayStation né utilizzare i Prodotti digitali acquistati con tale Account. La chiusura dell'Account è irreversibile.
Come vedete,
non c'è per gli account PlayStation alcuna menzione di modalità di preservazione dei giochi acquistati, anzi: Dice chiaramente che si perderà l'accesso ad ogni prodotto acquistato. Bello questo futuro solo digitale, vero?
Altri termini di servizio, aggiornati sempre ad aprile 2026, non prevedono una politica cosi brutale nella gestione degli account:
Quelli di Steam infatti non prevedono alcuna cancellazione dell'account e su Reddit diverse persone affermano di essere riusciti a loggare con account vecchi ed inattivi anche di 15 o 20 anni.
Microsoft non prevede la cancellazione di account che abbiano acquistato licenze di prodotti perpetui, ovvero giochi non in abbonamento. Come Valve, anche Nintendo non prevede esplicitamente la cancellazione degli account inattivi.