Il CEO di Take-Two non crede che l'intelligenza artificiale farà mai un gioco come GTA 6
Scritto da Vincenzo Napolitano, il 18 marzo 2026 alle 19:50

Il punto di partenza della discussione è stato Google Project Genie, uno strumento di intelligenza artificiale generativa capace di trasformare prompt testuali e immagini in ambienti tridimensionali interattivi. Quando Google ne annunciò il lancio, la notizia fece tremare le borse: le azioni di diverse grandi compagnie del settore, tra cui proprio Take-Two, subirono un brusco calo. Una reazione che Zelnick ha definito incomprensibile, sottolineando come strumenti del genere debbano essere visti come un vantaggio per chi sviluppa giochi, non come una minaccia.

La creatività umana, insiste Zelnick, resta l'ingrediente che non si può sintetizzare. Un'intelligenza artificiale può generare asset grafici convincenti, può velocizzare certi processi produttivi, ma non è in grado di costruire quell'insieme di visione, cura e coinvolgimento emotivo che trasforma un progetto in un successo duraturo. Per rendere il concetto piu immediato, il CEO porta l'esempio della musica generativa: oggi esistono programmi capaci di produrre una canzone a partire da un semplice prompt, e il risultato può anche sembrare professionale. Ma ascoltarla più di una volta è un'altra storia. È roba da biglietto di auguri, non da album della vita.
Il discorso si estende naturalmente a GTA 6, il titolo più atteso degli ultimi anni. Zelnick aveva già dichiarato in precedenza che nel gioco di Rockstar Games non è presente alcun utilizzo di intelligenza artificiale generativa. Il mondo di gioco è stato costruito a mano, edificio per edificio, strada per strada, quartiere per quartiere. Non è stato generato proceduralmente e, secondo il CEO, non avrebbe dovuto esserlo: è proprio quella cura artigianale a fare la differenza tra un prodotto qualunque e un capolavoro dell'intrattenimento interattivo.
Non si tratta di una posizione ostile verso la tecnologia in quanto tale. Zelnick riconosce che l'IA puo tornare utile in fase di pre-produzione, magari per accelerare lo storyboard o per esplorare alternative narrative. Ma il punto fermo rimane: generare asset è una cosa, creare un hit è tutt'altra faccenda. E finché non si capisce questa distinzione, il dibattito sull'intelligenza artificiale nel mondo dei videogiochi rischia di restare avvolto in un alone di illusioni difficile da dissipare.
Vincenzo Napolitano
Anche noto come Vind GrizzlyBevo, mangio, amo lo sport, i videogiochi, la scienza, l'ingegneria industriale. Procrastinatore seriale. (Un giorno scriverò anche una biografia decente).
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