Crimson Desert è uscito appena da qualche giorno e
Pearl Abyss si ritrova già a fare i conti con una polemica che rischia di offuscare il successo commerciale del gioco. Nonostante le vendite abbiano superato i due milioni di copie nelle prime ventiquattro ore dal lancio, la community si è divisa su una questione piuttosto spinosa:
alcuni asset visivi presenti nel gioco sembrano essere stati generati dall'intelligenza artificiale e nessuno ha ancora chiarito ufficialmente la cosa.
Tutto è iniziato quando diversi giocatori, esplorando il mondo di Pywel,
si sono imbattuti in dipinti e quadri decorativi che non tornavano. Le immagini più discusse si trovano all'Oakenshield Manor, nella zona sud-ovest della prima città del gioco, e mostrano guerrieri dai volti deformati in sella a cavalli con un numero assurdo di zampe. Non serve essere critici d'arte per accorgersi che qualcosa non va: le proporzioni sono sbagliate, le mani hanno il numero di dita sbagliato e lo stile sembra mescolare in modo caotico epoche storiche diverse senza alcun senso logico.
Sulle varie piattaforme social
si è aperta una discussione accesa. Su Reddit, un utente ha analizzato nel dettaglio uno dei dipinti incriminati, elencando tutti gli indizi che secondo lui tradiscono l'origine artificiale dell'immagine, dai tratti inconsistenti tipici dei pattern generati da reti neurali alla gestione scomposta dei tessuti. Su Bluesky, invece, un'altra serie di immagini ha fatto rapidamente il giro del web, mostrando ritratti con fattezze umane spalmacchiate su corpi equini dalle proporzioni impossibili. Un'artista professionista intervenuta nel dibattito ha sottolineato come la commistione di stili e periodi storici diversi in una singola opera sia di per sé una prova che nessun essere umano abbia effettivamente dipinto quelle scene.
Non tutti sono convinti, però.
Una parte della community difende il gioco, sostenendo che queste stranezze potrebbero essere semplicemente il frutto di un controllo qualità superficiale su un titolo enorme, oppure che si tratti di placeholder mai rimossi prima del gold. Crimson Desert è un open world mastodontico, con centinaia di dettagli ambientali distribuiti in ogni angolo della mappa, e non è impossibile che qualcosa sia sfuggito al team di sviluppo.
Il problema, però, va oltre la questione estetica. Dal 2024,
Steam richiede agli sviluppatori di dichiarare esplicitamente sulla pagina del gioco se sono stati utilizzati strumenti di intelligenza artificiale generativa durante lo sviluppo. La pagina di Crimson Desert, al momento della pubblicazione delle notizie, non contiene alcuna indicazione di questo tipo. Se venisse confermato l'uso di asset generati dall'AI senza la relativa disclosure, Pearl Abyss si troverebbe a violare una politica ufficiale di Valve, con tutto ciò che ne potrebbe conseguire in termini di aggiornamenti obbligatori alla pagina del prodotto o addirittura rimozione dei contenuti incriminati.
Non è la prima volta che questa situazione si ripete nel settore.
Clair Obscur: Expedition 33 si è trovato in una vicenda simile, così come alcuni titoli di grandi publisher come Activision e EA. In nessuno di questi casi le vendite ne hanno risentito in modo significativo, ma il danno reputazionale è stato reale e le discussioni hanno lasciato il segno nella percezione pubblica degli studi coinvolti.
Paradossalmente, Pearl Abyss aveva guadagnato punti proprio di recente grazie alla dichiarazione del suo director of marketing, che aveva confermato come tutti gli NPC principali e secondari del gioco fossero doppiati da attori in carne e ossa, nessuno escluso, e in più lingue. Una scelta che aveva generato apprezzamento in un momento in cui molti publisher si stanno affidando all'AI anche per il doppiaggio. Il contrasto con quanto emerso nelle ultime ore rende la situazione ancora più imbarazzante.
Pearl Abyss non ha ancora rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale sulla questione. I giocatori continuano a setacciare il gioco in cerca di altri asset sospetti, e il dibattito non accenna a placarsi. Resta da vedere se lo studio deciderà di intervenire con una patch o almeno con una comunicazione trasparente, prima che la polemica prenda ancora più piede.