
La Trama segue le vicende del tenente Lev Abramovich Isakovich, che nel 1952 è imprigionato in un gulag in Siberia a causa del suo tentativo di raccontare la sua versione della storia. I capitoli del gioco quindi non sono altro che quelli del suo diario, portato nel gulag dallo stesso commissario che ci ha condannato, a cui il protagonista dovrà dare delle spiegazioni. La trama inizierà a Stalingrado, per concludersi a Berlino in un crescendo di violenza e disumanità. Perché il gioco ci fà vedere tutto questo?

Anche se pure il contrattacco Americano in Italia e Normandia nasconde i suoi scheletri nell'armadio, è sul fronte orientale che le persone si sono trasformate in animali, arrivando a squarciare le gole del proprio avversario con i denti o usare equipaggiamenti proibiti contro gli esseri umani. E il Tenente Isakovich vi narrerà di parte di queste vicende, come l'Ordine 227 di Stalin o la pratica di uccidere i propri uomini con attacchi esplosivi pur di arrecare danno al nemico bloccato dall'attacco della fanteria russa. Lentamente le sue idee lo porteranno in rotta con i commissari dell'Armata Sovietica, che via via lo destineranno a missioni sempre più rischiose pur di liberarsi di lui.
Il gioco è molto simile al primo capitolo a lato di gameplay, ossia è uno strategico a tempo reale in cui dovremo raccogliere le risorse e costruire gli edifici per produrre le unità direttamente sul campo di battaglia. Ogni unità possiede punti di forza e punti deboli, costringendovi spesso a combinare le diverse tipologie per assicurarvi la vittoria, seppur spesso a caro prezzo.
Alcune unità potranno sparare solamente da ferme, costringendovi a smontare e rimontare l'arma di volta in volta facendo attenzione alla personale linea della visuale.
Tutte le unità possiedono inoltre della abilità, di cui molte sbloccabili solamente quando la suddetta unità guadagnerà esperienza attraverso il combattimento.
Vedremo schierate la maggior parte delle armi impiegate nella guerra, il cui realismo è stato leggermente ritoccato per essere inserite.
Modifiche di poco conto, notabili solamente da esperti, come per esempio veicoli che si muovono leggermente più veloce o che non rompono i cingoli quando svoltano a velocità sostenuta.
Alcune meccaniche del primo capitolo sono state comunque semplificate, come il sistema di danni ai veicoli o le abilità della fazione.
Se prima infatti erano una specie di albero tecnologico, ora dovrete semplicemente limitarvi a scegliere uno dei tre comandanti a inizio della battaglia e man mano che accumulerete punti comando le abilità verranno sbloccate automaticamente. Non avrete solo tre comandanti, ma un piccolo roster fra cui scegliere fra una partita e l'altra oltre che vari potenziamenti passivi (i bollettini) e le mimetizzazioni per i mezzi.
La novità più importante sarà il clima invernale, a cui dovremo prestare particolarmente attenzione con la nostra fanteria, che rischia di morire congelata se lasciata esposta all'aperto senza falò o fiamme a cui attingere calore. Quando poi vi imbatterete in una bufera la vostra visibilità sarà ridotta al minimo al punto da rendere inutile l'artiglieria e l'uso della fanteria, e solo i mezzi più pesanti potranno servire a qualcosa nei minuti in cui essa imperseverà.Attenzione poi ai fiumi congelati, dove una granata ben piazzata può far cadere nelle gelide acque le vostre unità. La grafica è gradevole da vedere, anche a livelli minimi per i computer meno prestanti.
Divertente in giocatore singolo, strepitoso in multigiocatore con i vostri amici. Potrete infatti fare missioni cooperative (Teatri di Guerra) o sfidare la CPU e gli altri giocatori in diversi campi di battaglia in enormi massacri, che in alcuni momenti assumono caratteri quasi epici, soprattutto grazie alla possibilità di impiegare le mappe create dagli utenti e distribuite attraverso il Workshop di Steam, come per esempio Stalingrado o conversione delle mappe più amate del primo capitolo.
Una piccolo curiosità: a causa di come vengono dipinti i Russi in questo gioco, esso è stato boicottato nei paesi dell'ex Unione Sovietica, dove i negozi si rifiutano di venderlo o lo stroncano con critiche negative estreme. Brucia far sapere la verità?



