
Il comunicato si può riassumente rapidamente: Il principale problema, che ha portato ad una aspra critica del gioco e vendite decisamente scarse, è stato che Breakpoint è un seguito di un "Live multiplayer game" di cui non ha ereditato le dovute migliorie, introdotte in anni di patch, hotfix ed aggiunta di contenuti. Un altro problema presentato è stata la poca differenza col capitolo precedente, nonostante le meccaniche introdotte che sono piaciute a svariate persone.
Al di la delle dichiarazioni di Ubisoft, il principale problema di Breakpoint è che, nonostante sia basilarmente una "espansione" di Wildlands con l'aggiunta di meccaniche, il comparto tecnico si è mostrato addirittura inferiore al precedente capitoli in termini di emulazione fisica e stabilità, come se lo sviluppo del titolo non avesse introdotto le migliorie introdotte in corso d'opera ad un prodotto che utilizza le stesse tecnologie, questo ha reso meno sentite le novità introdotte come il comparto survival, ed ha fatto in parte venir meno la fiducia dei fan. Anche l'ambientazione, meno realistica e con un approccio nettamente più serio, ha influito sul divertimento erogato dal titolo. In più al lancio, periodo più sentito per le vendite, le micro-transizioni incluse in Breakpoint erano a dir poco offensive.
La risposta di Ubisoft al problema è stata tutto sommato onesta e rispettosa del proprio bacino di utenza: Ha infatti rimandato il rilascio di Gods & Monsters, Rainbow Six Quarantine e Watch_Dogs Legion fino al 2020-21, affermando che nonostante questi titoli abbiano già una buona caratterizzazione e potenziale, preferiscono concedere ai team di sviluppo maggior tempo per migliorare l'esperienza percepita dal giocatore affinando le nuove novità introdotte ed ottimizzare il comparto tecnico.
In sostanza Ubisoft si è accorta che i clienti non perdonerebbero un ennesimo lancio minato da enormi problemi tecnici o di bilanciamento, un ennesimo Rainbow Six Siege - rattoppato in extremis - non verrebbe questa volta facilmente perdonato.

