Tramite kitguru.net è emerso che
la Xbox One è stata hackerata per la prima volta dal suo lancio, avvenuto nel 2013 ovvero 13 anni fa. La rivendicazione è stata fatta da
Markus Gaasedelen, un ricercatore di sicurezza che durante il suo intervento alla conferenza RE//Verse 2026 - sotto incluso in un video di YouTube - ha presentato un modo per bucare la Xbox One "fat" bucandone il sistema di sicurezza che protegge la ROM del sistema di boot potendo patchare, decriptare ed avviare codice dalle fondamenta della sequenza di avvio del firmware. Si tratta di un livello di accesso che parte prima ancora del sistema operativo e degli strati di sicurezza standard, rendendo molto difficile per Microsoft risolvere questa falla.
Non si tratta però di un modo veloce, veloce ed alla portata di tutti per avere modifiche software della console poiché l'exploit richiede un intervento fisico tramite un processo di glitching sul voltaggio a due passaggi denominato
Bliss. Il primo glitch bypassa il
Memory Protection Unit (MPU), mentre il secondo passaggio introduce del codice eseguibile durante una lettura degli header. Tutto ciò
è applicabile unicamente - come già detto -
alla versione di console del lancio del 2013, con le revisioni moderne Xbox One S ed Xbox One X che non ne sono affette, oltre che ovviamente la console di corrente generazione Xbox Series.
Secondo quanto dichiarato da Gaasedelen durante il suo intervento
le motivazioni dietro queste ricerche sono legate alla conservazione dell'hardware ed alla sua riparabilità, cercando quindi
di non rendere un inevitabile ewaste le console Microsoft di passata generazione. Sicuramente se un sistema automatizzato di questa falla dovesse venire sviluppato fiorirebbe la scena di modding di Xbox One ma portando inevitabilmente alla diffusione della pirateria della scorsa generazione di Xbox potrebbe fiorire come già avvenuto per le generazioni precedenti. Usi interessanti dell'hardware della Xbox One - che si trattava di a tutti gli effetti di un pc su piattaforma x86_64 - potrebbero essere quelli di server o media center.