Tripwire Interactive, lo studio statunitense noto soprattutto per la serie
Killing Floor, ha confermato un nuovo
round di licenziamenti che ha colpito 23 dipendenti. La notizia è emersa attraverso un messaggio pubblicato dall’azienda su
LinkedIn, in cui la società spiega che la decisione è stata presa per adattarsi ai cambiamenti del mercato e alle nuove esigenze strategiche dello studio.
Nel comunicato,
Tripwire ha definito la scelta “estremamente difficile”, sottolineando che la riduzione del personale ha coinvolto diversi reparti dell’azienda. Secondo alcune testimonianze di ex dipendenti, tra le aree interessate ci sarebbero state qualità, ingegneria, arte e supporto alla community.
La società ha spiegato che
la ristrutturazione rientra in un processo di riallineamento interno: con l’industria dei videogiochi in continua evoluzione, lo studio avrebbe deciso di rivedere la propria organizzazione per concentrarsi meglio sugli obiettivi creativi a lungo termine. Nonostante i tagli,
Tripwire ha ribadito l’intenzione di continuare a sviluppare nuovi titoli e supportare i progetti pubblicati sotto l’etichetta Tripwire Presents.
Fondata nel 2005 e con sede in Georgia, Tripwire Interactive è diventata negli anni un nome riconoscibile nel panorama degli shooter cooperativi grazie a franchise come Killing Floor e Red Orchestra. Lo studio è
oggi parte del gruppo Embracer, che lo ha acquisito nel 2022 e successivamente riorganizzato all’interno della propria struttura dopo alcune operazioni societarie interne.
Negli ultimi mesi, Tripwire è rimasta attiva soprattutto sul fronte del supporto ai propri giochi.
Nel 2025 ha pubblicato Killing Floor 3, nuovo capitolo dello shooter cooperativo in cui i giocatori affrontano ondate di creature bio-ingegnerizzate in modalità sia singola che multiplayer.
Il caso di Tripwire si inserisce in un
contesto più ampio di difficoltà per l’industria dei videogiochi, che negli ultimi anni ha visto numerosi studi ridimensionare i propri organici o chiudere progetti in sviluppo. Anche il 2026 sembra proseguire sulla stessa scia, con diversi team che stanno affrontando ristrutturazioni per contenere i costi e ridefinire le proprie strategie produttive.
Resta ora da capire quale sarà il prossimo passo per lo studio: nonostante i tagli, Tripwire sostiene di voler continuare a investire nei propri progetti interni e nel supporto ai titoli già pubblicati, mentre l’industria continua a confrontarsi con una fase di profondo assestamento.