La recente presentazione di Tomb Raider: Legacy of Atlantis al PlayStation State of Play ha
acceso l'entusiasmo dei fan della storica avventuriera, ma poco dopo è arrivata anche qualche perplessità. Sulla pagina Steam del gioco, remake del titolo originale, è
comparso un avviso relativo all'utilizzo di contenuti generati con l'intelligenza artificiale e la community non ha impiegato molto ad accorgersene.
Crystal Dynamics
ha risposto alle preoccupazioni spiegando di fare uso di strumenti AI nelle fasi iniziali di sviluppo per accelerare l'iterazione delle idee, assicurando però che
tutto il contenuto presente nella versione finale sarà realizzato da esseri umani. L'obiettivo dichiarato è quello di dare maggiore libertà creativa ai propri sviluppatori senza compromettere la qualità del prodotto finito.
Non è certo la prima volta che uno studio si trova a dover fare i conti con questo tipo di polemiche. Negli ultimi anni
diversi titoli di rilievo sono finiti sotto i riflettori per un utilizzo non sempre trasparente della gen-AI: da Clair Obscur: Expedition 33, accusato di aver lasciato nel gioco elementi generati automaticamente, a Larian Studios, che ha ammesso di aver usato immagini AI in un trailer di Divinity 3 mostrato ai The Game Awards 2025. Piu di recente è toccato a Crimson Desert di Pearl Abyss, che ha dovuto rimuovere asset generativi dopo le proteste dei giocatori.
Crystal Dynamics
sembra voler seguire un percorso simile a quello di questi ultimi, distinguendo nettamente tra l'uso dell'AI come strumento interno di lavoro e la sua presenza nel prodotto che arriverà nelle mani dei giocatori. L'avviso sulla pagina Steam, però, resterà visibile. Tomb Raider: Legacy of Atlantis è atteso per febbraio 2027.