Nel mondo della preservazione videoludica esistono
titoli che rischiano di sparire non per mancanza di interesse, ma per questioni legali. È il caso di
Cookie’s Bustle, un bizzarro adventure punta e clicca per PC pubblicato in Giappone nel 1999, finito al centro di una lunga disputa legata a presunti diritti d’autore. Dopo anni di tentativi di cancellarne le tracce online, la
Video Game History Foundation è riuscita a ribaltare la situazione, mettendo fine alle azioni di un presunto “copyright troll”.
Cookie’s Bustle è
sempre stato un titolo di nicchia. Distribuito originariamente in una tiratura limitata, non ha mai avuto una reale diffusione internazionale e col tempo è diventato un’opera quasi dimenticata. Proprio per questo rientra nella categoria delle cosiddette “opere orfane”, cioè
lavori di cui non è chiaro chi detenga effettivamente i diritti. È esattamente il tipo di materiale che le organizzazioni dedicate alla conservazione della storia dei videogiochi cercano di recuperare e documentare.
Negli ultimi anni, però,
ogni tentativo di pubblicare online immagini, video o informazioni sul gioco veniva rapidamente bloccato da richieste di rimozione basate sul DMCA. A inviarle era una società chiamata Graceware Inc., che nel 2021 aveva dichiarato di possedere il copyright del titolo e aveva persino avviato alcune pratiche per registrarne il marchio. Di fatto, chiunque parlasse del gioco rischiava di vedersi cancellare i contenuti dalle piattaforme.
La situazione è cambiata quando anche la Video Game History Foundation ha ricevuto una richiesta di rimozione dopo aver semplicemente annunciato di aver ottenuto una copia del gioco per i propri archivi. A quel punto
l’organizzazione ha deciso di approfondire la questione. L’indagine interna ha portato alla luce diversi elementi sospetti: secondo la fondazione, la persona dietro Graceware non avrebbe mai posseduto realmente i diritti su Cookie’s Bustle, ma avrebbe costruito un’apparenza di legittimità sfruttando registrazioni incomplete e servizi intermedi per le rivendicazioni legali.
La fondazione ha quindi presentato le proprie conclusioni all’associazione di settore Ukie, il cui sistema era stato utilizzato per inviare molte delle richieste DMCA. Dopo aver esaminato la situazione,
l’organizzazione ha deciso di sospendere la possibilità per Graceware di continuare a inviare segnalazioni legate al gioco.
Il risultato è una piccola ma significativa vittoria per chi si occupa di preservazione videoludica. Senza la minaccia di rimozioni automatiche, studiosi, archivisti e appassionati possono ora tornare a documentare Cookie’s Bustle senza il rischio che ogni traccia venga cancellata.
La vicenda
mette in luce anche un problema più ampio: l’uso improprio delle procedure DMCA. In molti casi le piattaforme online rimuovono i contenuti quasi automaticamente per evitare controversie legali, creando un sistema che può essere sfruttato da chi rivendica diritti senza averne realmente titolo.
Per la Video Game History Foundation,
questa storia dimostra quanto sia fragile il patrimonio culturale dei videogiochi. Molti titoli del passato non sono più disponibili commercialmente e rischiano di scomparire se non vengono conservati da archivi e istituzioni. Difendere la possibilità di studiarli e documentarli, sostengono i ricercatori della fondazione, è fondamentale per evitare che interi pezzi della storia del medium vadano perduti.