Nintendo Russia: il CEO starebbe vendendo senza permessi giochi della società nel Paese
Scritto da Vincenzo Napolitano, il 15 aprile 2023 alle 1:24

Secondo il rapporto, Haddazhi sarebbe il socio di maggioranza dell'azienda, di cui fa parte anche Ksenia Kachalova, corporate events manager di Nintendo Russia, come socia di minoranza. La compagnia è stata fondata nel dicembre 2022 ed è interessante notare che ha la stessa sede legale della sede di Nintendo in Russia.
Anche se non è chiaro se Nintendo sia a conoscenza della nuova compagnia di importazione dei suoi giochi, il rapporto afferma che l'azienda giapponese ha deciso di sospendere le spedizioni di tutti i suoi prodotti in Russia per il futuro e ha chiuso il suo negozio online nella regione. Altri competitor come Sony e Microsoft hanno fatto lo stesso lo scorso anno.
Nintendo non ha ancora risposto alla richiesta di commento di Kommersant e di Eurogamer, che ha ripreso la notizia. Sebbene l'analista commerciale Anton Fomi abbia affermato che "Achivka" può esistere solo con l'approvazione di Nintendo, l'avvocato Aram Grigoryan ha riferito che la compagnia di importazione è stata creata senza l'approvazione di Nintendo e che, probabilmente, l'azienda giapponese non le concederà alcun diritto.
A prescindere da ciò, questa è l'ennesima prova che alcune società riescono ad aggirare i limiti sull'import imposti dai Paesi schierati contro la Russia.
Vincenzo Napolitano
Anche noto come Vind GrizzlyBevo, mangio, amo lo sport, i videogiochi, la scienza, l'ingegneria industriale. Procrastinatore seriale. (Un giorno scriverò anche una biografia decente).
Visualizza il profiloPotrebbe anche interessarti:

Arabia Saudita: il Paese vuole creare un gaming hub da 38 miliardi di dollari

Sony apre le porte a PS6 handheld: il CEO parla di un'esperienza PlayStation senza confini

Secondo un insider Capcom starebbe considerando un remake di Resident Evil: Revelations

Lost Ark starebbe bannando i giocatori inattivi

Il CEO di Techland è il più ricco polacco nel mondo dei videogiochi, secondo Forbes