Loot box vietate ai minori in Europa: il PEGI cambia le regole e spaventa i big dell'industria

Scritto da Vincenzo Napolitano, il 13 marzo 2026 alle 18:37
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A partire da giugno 2026, il panorama delle classificazioni videoludiche in Europa cambierà in modo significativo. Il PEGI, l'ente europeo che si occupa di assegnare i rating ai videogiochi, ha ufficializzato una serie di nuove linee guida che riguardano direttamente i contenuti acquistabili all'interno dei giochi, con un occhio di riguardo verso le meccaniche più discusse degli ultimi anni: le loot box.

La novità più rilevante riguarda i cosiddetti paid random items, ovvero tutti quei contenuti acquistabili il cui risultato è determinato dal caso. Qualsiasi gioco che includa questo tipo di meccanica riceverà automaticamente una classificazione minima di PEGI 16, con la possibilità di arrivare al PEGI 18 in casi particolarmente gravi. In termini pratici, questo significa che i ragazzi di quindici anni e sotto non potranno più acquistare simili titoli senza la presenza di un adulto. Una misura che, almeno sulla carta, mette finalmente un freno a una pratica da tempo al centro del dibattito sulla tutela dei giocatori più giovani.

Le nuove regole toccano anche altri aspetti dei contenuti digitali a pagamento. I giochi che propongono offerte a tempo limitato riceveranno una classificazione PEGI 12, mentre i titoli che integrano meccaniche legate a NFT o blockchain vengono direttamente catalogati come PEGI 18, senza possibilità di appello. Una scelta che riflette la crescente preoccupazione istituzionale attorno a questi strumenti finanziari applicati al mondo dei videogiochi.

Le conseguenze per l'industria potrebbero essere pesanti, soprattutto per alcune delle sue realtà più grandi. EA è probabilmente quella più esposta: franchise come EA Sports FC e Madden, pilastri assoluti del mercato europeo, fanno largo uso delle modalità Ultimate Team, che si basano proprio sull'acquisto di pacchetti casuali. Un rating PEGI 16 su questi titoli potrebbe ridurne sensibilmente il bacino d'utenza nelle fasce d'età più giovani, con ricadute economiche non trascurabili. Ma non è la sola: anche Overwatch 2, diversi racing game e qualsiasi altro prodotto con elementi casuali acquistabili rientra nel mirino del nuovo sistema.

I publisher avranno comunque qualche mese per adeguarsi prima che le regole entrino in vigore. Resta da vedere se alcuni sceglieranno di rivedere le proprie meccaniche per rientrare in classificazioni più accessibili, oppure se accetteranno il nuovo rating come parte del costo di fare business in Europa. In ogni caso, si tratta di un segnale chiaro: la stagione dell'indifferenza regolatoria verso le loot box sembra avviarsi verso la fine, almeno nel Vecchio Continente.
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Vincenzo Napolitano

Anche noto come Vind Grizzly

Bevo, mangio, amo lo sport, i videogiochi, la scienza, l'ingegneria industriale. Procrastinatore seriale. (Un giorno scriverò anche una biografia decente).

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