C'era un tempo in cui aprire un ticket su World of Warcraft significava
ritrovarsi a chattare con un Game Master in carne e ossa, spesso travestito da mago o da qualche personaggio fantasy, pronto ad ascoltarti e a risolvere il tuo problema. Quei giorni sembrano lontanissimi. Oggi
al loro posto c'è un'intelligenza artificiale e i risultati, a giudicare da
quanto sta emergendo sui forum e su Reddit, sono a dir poco imbarazzanti.
Il problema non riguarda solo la mancanza di soluzioni concrete. Diversi giocatori riferiscono di aver
ricevuto risposte dai GM automatizzati che, di fatto,
negano l'esistenza stessa del problema segnalato. Un caso diventato emblematico riguarda un giocatore che non aveva ricevuto un oggetto dopo averlo vinto con un tiro di dado in un dungeon: l'AI non solo ha affermato che l'oggetto non era mai droppato, ma ha persino sostenuto che quell'item non potesse nemmeno apparire nella difficoltà in questione. Una risposta falsa, sicura di sé e del tutto inutile. Molti altri si sono
visti rimandare a pagine FAQ senza ottenere nessun tipo di assistenza reale, con i ticket chiusi senza risoluzione.
Il contesto aggrava ulteriormente la situazione. Il
team di QA di Blizzard è stato anch'esso affidato in larga parte all'AI e le conseguenze si sentono: le patch recenti sono arrivate cariche di bug, rendendo il gioco difficile da godersi per molti utenti. Quando poi si cerca aiuto per quei bug, ci si scontra con un sistema automatizzato che nega i problemi invece di risolverli.
La domanda che molti si pongono a questo punto è legittima: se né il controllo qualità né l'assistenza clienti funzionano,
qual è il futuro di World of Warcraft? Storicamente nessun concorrente è riuscito a scalzare il titolo Blizzard dal trono degli MMO, ma la sensazione crescente è che stavolta a fare il lavoro sporco potrebbe essere Blizzard stessa.