Chi sperava di vedere un giorno un sequel di Dead by Daylight farà bene a mettere da parte quella speranza.
Behaviour Interactive ha ufficialmente chiarito la propria posizione: un
Dead by Daylight 2 non esiste nei piani dello studio e, stando alle parole dei suoi rappresentanti, non esisterà mai.
La conferma è arrivata durante una recente
intervista rilasciata a IGN in occasione del Game Developers Conference, dove Mathieu Cote, head of partnerships dello studio, e Dave Richard, creative director, hanno affrontato senza giri di parole la questione del futuro del franchise. Entrambi hanno ammesso che
l'idea di un seguito è stata discussa internamente più volte nel corso degli anni e che dal punto di vista puramente tecnico e produttivo sarebbe persino più semplice ripartire da zero con un nuovo progetto, piuttosto che continuare a lavorare su un titolo che ha accumulato ormai quasi dieci anni di storia e di scelte progettuali sedimentate. Nonostante questo, ogni volta che il tema emerge, la conclusione è sempre la stessa: non ha senso per chi gioca.
Richard è stato esplicito su questo punto. I giocatori di Dead by Daylight
hanno investito anni di tempo e quantità considerevoli di denaro nel gioco e chiedere loro di abbandonare tutto per ricominciare da capo su una nuova piattaforma sarebbe semplicemente ingiusto. Una logica che, al di là delle dichiarazioni di facciata, appare genuinamente radicata nella cultura dello studio: il rispetto per la community che ha costruito attorno al gioco è evidentemente un fattore decisionale reale, non solo un argomento di comunicazione.
Cote ha poi
tracciato la rotta per il futuro. L'obiettivo di Behaviour Interactive è portare Dead by Daylight nel prossimo decennio senza strappi, tenendo il titolo aggiornato e rilevante per i nuovi giocatori senza alienare chi lo segue da anni. Vuole che chi si avvicina al gioco oggi o domani percepisca
un prodotto vivo e attuale, non un classico imbalsamato. In questo senso, il team sta già lavorando a un rework grafico che possa sfruttare le capacità delle piattaforme di prossima generazione, anche se la questione non è priva di complicazioni: aggiornare il comparto tecnico in modo così radicale significherebbe potenzialmente escludere una parte della base di utenti che non dispone di hardware recente, un problema tutt'altro che banale in un periodo in cui i costi dell'elettronica consumer continuano a salire.
Dead by Daylight è
uscito nel 2016 e in quasi dieci anni è diventato il punto di riferimento assoluto per il genere multiplayer asimmetrico a tema horror. Nel corso della sua vita ha accolto decine di collaborazioni con franchise iconici del cinema e del videogioco, da Halloween a Stranger Things, da The Witcher a Castlevania, costruendo un roster di personaggi che non ha eguali nel suo genere. A tutto questo si aggiunge ora anche l'annuncio di un adattamento cinematografico prodotto da Blumhouse, a ulteriore dimostrazione di quanto il brand sia ancora in piena salute.
Il messaggio di Behaviour Interactive è insomma inequivocabile:
Dead by Daylight non va in pensione, si reinventa. E il capitolo due, semplicemente, non arriverà mai.