Brenda Romero lancia l'allarme: il settore videoludico sta attraversando il momento più buio della sua storia

Scritto da Vincenzo Napolitano, il 29 marzo 2026 alle 12:10
Immagine
Chi ha vissuto in prima persona il grande crollo del mercato videoludico del 1983 sa bene di cosa parla quando descrive una crisi. Brenda Romero, co-fondatrice di Romero Games e figura di riferimento nell'industria da oltre quarant'anni, non usa mezzi termini nel valutare lo stato attuale del settore: secondo lei, quello che stiamo vivendo oggi è persino peggio di quel collasso che quasi spazzò via l'intero mercato dei videogiochi negli Stati Uniti.

Le dichiarazioni di Romero sono arrivate durante il Dark and Doomy, un evento organizzato da Game Republic in Inghilterra e dedicato proprio alle difficoltà che l'industria sta attraversando. Parlando con i giornalisti di GamesIndustry.biz, la sviluppatrice ha descritto un panorama a dir poco desolante: pochissimi sono coloro che non sono stati toccati direttamente dai licenziamenti o che non conoscono colleghi colpiti o che non temono per il proprio futuro lavorativo. Un disagio diffuso, trasversale, che coinvolge tutti i livelli della filiera.

Il paragone con il 1983 non è casuale né superficiale. Quel crash fu devastante: una sovrapproduzione di titoli di scarsa qualità, la saturazione del mercato e la perdita di fiducia dei consumatori portarono a un tracollo economico che mise in ginocchio publisher e sviluppatori, costringendo colossi come Atari a svendere i propri asset. Ci vollero anni prima che l'industria si riprendesse, grazie anche all'arrivo sul mercato del Nintendo Entertainment System. Brenda Romero quella fase la conosce bene, e il fatto che oggi la valuti come qualcosa di ancora più grave dovrebbe far riflettere.

Le ragioni di tanta preoccupazione sono molteplici. I licenziamenti di massa si susseguono ormai da anni senza sosta: basti pensare che nella sola estate del 2025 Microsoft ha annunciato tagli drastici alle sue divisioni gaming, lasciando senza sostegno anche Romero Games, che si è ritrovata improvvisamente senza un publisher per un progetto ancora non annunciato. Lo studio è riuscito a sopravvivere, ma l'episodio è emblematico di quanto possa essere fragile anche la posizione di realtà consolidate e rispettate nel settore.

A complicare ulteriormente il quadro ci pensa l'intelligenza artificiale generativa, che sta seminando incertezza tra i professionisti creativi. Le recenti polemiche attorno al DLSS 5 di NVIDIA, accusato di incorporare tecnologie di AI generativa, hanno spinto diversi sviluppatori a prendere pubblicamente le distanze da certi strumenti, nel timore di essere associati a pratiche ritenute eticamente discutibili o dannose per la forza lavoro umana. Un segnale di quanto il tema sia ormai centrale e divisivo all'interno della comunità.

È difficile dire se il paragone di Romero sia perfettamente calzante dal punto di vista storico ed economico: il mercato odierno ha dimensioni incomparabili rispetto a quello degli anni '80 e le dinamiche sono profondamente diverse. Eppure, quando una persona con quella esperienza e quella prospettiva descrive il presente come qualcosa di mai visto prima, sarebbe sbagliato sottovalutarne le parole. Il settore sta cambiando a una velocità vertiginosa, e non tutte le trasformazioni in atto sembrano andare nella direzione giusta per chi ci lavora ogni giorno.
Avatar utente

Vincenzo Napolitano

Anche noto come Vind Grizzly

Bevo, mangio, amo lo sport, i videogiochi, la scienza, l'ingegneria industriale. Procrastinatore seriale. (Un giorno scriverò anche una biografia decente).

Visualizza il profilo