
Secondo Krogh, per le fasi di combattimento ravvicinato lo sviluppo ha preso come riferimento la celebre formula freeflow della saga Batman: Arkham, riconosciuta da molti per la fluidità e il ritmo serrato degli scontri contro più avversari. L’idea non è copiare meccaniche già viste, ma adattare quell’approccio per renderlo coerente con l’azione e lo stile di Bond.
Un altro elemento di cui si è discusso riguarda la distruttibilità degli ambienti e la spettacolarità delle sequenze, che trovano un parallelo nei giochi di Uncharted. In questo caso l’obiettivo è offrire situazioni dinamiche in cui i set piece – come ambienti che collassano o oggetti che si frantumano – contribuiscono a rendere il combattimento più scenografico e vario.
Il confronto con questi titoli serve a spiegare l’intenzione di IO Interactive di elevare il sistema di combattimento rispetto al passato: non più solo una scelta estrema, ma un’opzione di gameplay pienamente integrata che possa convivere con lo stealth e l’uso di gadget e strategia tipici di Bond. La sfida per lo studio danese è bilanciare fluidità, impatto visivo e un senso di controllo che soddisfi gli appassionati di action, rimanendo fedele all’identità di 007.
Il gioco, atteso per il 27 maggio 2026, punta così a offrire un’esperienza d’azione più ricca rispetto a quanto visto nei precedenti lavori di IO, con combattimenti più dinamici e sceneggiati sfruttando spunti arrivati da alcune delle saghe action più apprezzate degli ultimi anni.
