Dragon Age II
Inviato: lunedì 9 settembre 2013, 6:28

Dragon Age II è il seguito diretto di Dragon Age Origins ed è ambientato in 3 atti, per un totale di 50 ore di gioco. Il gioco parte, nel prologo, nello stesso periodo del Flagello, evento cardine del primo Dragon Age, per finire poi 10 anni dopo.
La Trama

Durante la trama impersoneremo Hawke e potremmo decidere le risposte da dare ad ogni dialogo della trama. Come tipo di Dragon Age e Mass Effect i dialoghi portano in realtà minime modifiche alla trama (che risulta essere come un fiume in piena: impossibile da piegare, per quanto varino i dialoghi... il "destino" della città è già scritto, per quanto tentiate di cambiarlo) ma modificando in maniera profonda i rapporti con il resto del gruppo. Tali relazioni sono in realtà il fulcro del gioco e della narrazione: con un complesso sistema di "causa-effetto" e di "preferenze" non tutti i componenti del gruppo gradiranno allo stesso modo le nostre risposte o le nostre azioni, in pratica una risposta sarcastica potrà piacere ad un personaggio sarcastico ma non ad un personaggio serio, un furto ci porterà la stima del ladro ma all'odio della guardia cittadina.
Tale sistema rende difficoltoso approfondire tutte le relazioni, che possono sfociare in una "relazione romantica" come la BioWare ci ha insegnato - ovvero una serie di dialoghi che possono portare a sbloccare un filmato soft-porno con ogni personaggio del gruppo (ad esclusione della sorella/fratello del protagonista e della guardia cittadina), permettendo anche relazioni omosessuali - in una unica partita, obbligando quindi il giocatore a tentare più partite per scoprire la storia dietro ad ogni personaggio del gruppo.
La trama non è per niente scontata, contenendo parecchi colpi di scena, pur essendo nel complesso piuttosto "classica" rispetto al suo genere: si può certo dire che Hawke è piuttosto sfortunato nel corso degli eventi ma, come classico di ogni rpg, farà comunque il culo ad ogni nemico riuscirà sempre a spuntarla in maniera epica e guadagnando man mano il favore della gente comune della città, fino a diventare una delle persone più influenti della città, con il titolo di "Campione di Kirkwall".
Gameplay

La longevità dei combattimenti è data dalle continue orde di nemici che appariranno sullo schermo: nemici deboli, sia chiaro, ma dal numero cosi elevato da non mettere in difficoltà per la loro forza ma per gli attacchi continui che porteranno l'esaurimento del mana e della vitalità dei nostri eroi, una politica di risparmio del mana/vigore per colpire solo i nemici più forti della norma è una strategia spesso vincente. Quasi tutti i combattimenti sono strutturati per essere risolti velocemente combinando le abilità di più classi: sfortunatamente i BOSS nel gioco si contano sulle dita di una mano, un vero peccato visto il sistema di combattimento che avrebbe offerto occasioni per fare boss decisamente ispirati o comunque divertenti, gli sviluppatori invece hanno preferito concentrarsi riempiendo le ambientazioni di continui spawn di nemici e mini-boss contraddistinti solo da un elevato numero di PV, questo purtroppo rende piuttosto limitante il combattimento, rendendo questo gioco un misero hack'n'slash nel combattimento, relegando la componente rpg ai dialoghi, allo sviluppo del personaggio e alla cura dell'equipaggiamento dell'eroe (quello dei compagni è solamente potenziabile attraverso alcuni regali o quest secondarie).
Quest

Ambientazioni

Premetto che ritengo questo gioco un titolo valido e perfettamente in grado di dimostrare che anche gli occidentali sanno fare dei buoni GDR: i contenuti per fare di questo un capolavoro ci sono appieno: una trama degna di un buon libro fantasy, delle relazioni fra i personaggi ben strutturate non solo a lato background ma anche a dialoghi in gioco, un buon sistema di rating dell'amicizia/rivalità con i vari personaggi e un buon sistema di combattimento, anche se troppo puntato verso l'hack'n'slash ma quello che dovrebbe contraddistinguere un buon RPG, soprattutto se caratterizzato da una grande mole di side-quest, dovrebbero essere le ambientazioni: ispirate e numerose, qui invece avviene il contrario: una ventina di ambientazioni scarne in cui viene ambientato tutto il gioco e le sidequest.
Un grande difetto a cui molti appassionati potrebbero decidere di non passarci sopra, soprattutto considerando che il più grande pregio di questo gioco, una trama eccezionale, viene meno quando il gioco viene rigiocato: chi me lo fa rifare di rigiocare un rpg e rifare 50 ore di gioco sempre nelle stesse ambientazioni se il motivo che mi ha già tenuto incollato è venuto meno?
Un riciclo cosi palese delle ambientazioni poteva starci in un gioco indie o free to play, non da un prodotto di una azienda del calibro della BioWare, che tra l'altro punta a farvi comprare a prezzo pieno il gioco: una decina di ambientazioni in più e un sistema per rendere meno evidente il riciclo di ambientazioni: un cambio più frequente di texture, oggetti di decoro dello scenario o anche il semplice specchiare le mappe avrebbe aiutato a notare meno tale abuso di tali mappe.
Multipiattaforma
