Square Enix ha rilasciato pubblicamente i risultati finanziari per l'anno fiscale che è terminato il 31 marzo 2020. Rispetto all'anno passato
le vendite del segmento HD games, che include praticamente i giochi tripla A per console e PC,
hanno registrato una perdita operativa rispetto all'anno passato, essendo state trainate principalmente delle vendite di "Dragon Quest XI S: Echi di un'era perduta – Edizione definitiva" e dalle vendite iniziali di Final Fantasy VII Remake, rilasciato ad aprile 2020. Ovviamente il crollo relative delle vendite è dovuto al paragone con un anno fiscale che ha invece visto il lancio di diversi titoli, incluso il lancio iniziale di Dragon Quest XI per console e PC.
A tenere in positivo il bilancio ci hanno pensato alcuni settori in crescita da anni, come quello dei giochi mobile, grazie alle forti performance di
Dragon Quest Walk e Romancing SaGa Re;univerSe, e dei MMORPG, in costante crescita dal 2016
grazie a Dragon Quest X e Final Fantasy XIV, il cui lancio quest'anno delle rispettive espansioni hanno alzato notevolmente il numero di abbonati ai servizi rispetto al precedente anno fiscale, portando ad un incremento secco del 21.9% rispetto al precedente anno fiscale in vendita di abbonamenti.
Secondo quanto dichiarato da Square Enix, nel corso dell'anno fiscale sono state vendute ben 3.18 milioni di copie dei propri videogiochi in Giappone, 13.29 milioni per i territori europei ed americani uniti, 1.62 milioni per il resto del territorio asiatico. Il totale è pari a 18.09 milioni di copie vendute, contro i ben 26.62 milioni dell'anno precedente. Piani di Square Enix per il futuro a breve termine riguardano l'aumento delle vendite digitali ed
adottare maggiormente la politica di games-as-service. I piani a medio termine prevedono una migrazione al cloud per la distribuzione dei propri titoli e lo
sviluppo di videogiochi che sfruttino come elemento centrale le funzionalità del cloud.