
A raccontarlo è Christopher Dring, giornalista della newsletter The Game Business, che parla di un clima di frustrazione crescente all'interno degli uffici Xbox. Sharma avrebbe importato una mentalità da start-up, dove la velocità di esecuzione viene prima di tutto. Un approccio che per alcuni rappresenta una boccata d'aria fresca, ma che per altri rischia di trasformarsi in un problema.
Uno degli episodi citati riguarda il recente aumento dei prezzi delle console Xbox, la cui comunicazione sarebbe stata anticipata rispetto ai piani originali per rispondere a una mossa simile di Apple sui prezzi dei suoi prodotti. Una scelta che, secondo gli addetti ai lavori, testimonierebbe proprio quella logica di reazione rapida agli eventi esterni tipica delle startup, ma meno comune in una realtà consolidata come Xbox.
Il punto più critico riguarda però la percezione diffusa tra il personale che Microsoft stia dando troppo peso agli umori del pubblico su Twitter nel definire le proprie strategie. Un responsabile di studio interno, sentito da Dring, avrebbe usato parole piuttosto dure, sostenendo che l'azienda starebbe inseguendo un mercato in declino puntando su franchise ormai oltre il loro momento migliore.
Il quadro che emerge è quello di un brand storico alle prese con un settore sempre più instabile, costretto a bilanciare l'urgenza del cambiamento con il rischio di scontentare proprio quella community che dovrebbe rappresentare il suo punto di forza. Se la strategia di Sharma si rivelerà vincente lo dirà solo il tempo, ma intanto il dibattito interno a Xbox sembra tutt'altro che chiuso.
