s&box: il successore di Garry's Mod sbarca su Steam tra entusiasmo e valanghe di contenuti generati dall'IA

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s&box: il successore di Garry's Mod sbarca su Steam tra entusiasmo e valanghe di contenuti generati dall'IA

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È arrivato il momento tanto atteso dai fan di Garry's Mod: s&box, il progetto su cui Facepunch Studios lavora da anni, è finalmente disponibile su Steam. La piattaforma si presenta come un ambiente open source per la creazione di giochi, con ambizioni che ricordano quelle di Roblox ma rivolte a un pubblico più adulto e smaliziato. Un traguardo importante, senza dubbio, ma il lancio ha portato con sé anche qualche grattacapo non da poco.

Le recensioni degli utenti su Steam si attestano su un giudizio "misto" e basta scorrere quelle negative per capire subito dove sta il problema: quasi tutte citano l'intelligenza artificiale. La pagina principale di s&box pullula di giochi dall'aspetto raffazzonato, assemblati in fretta e furia con strumenti di generazione automatica e le valutazioni basse che li accompagnano la dicono lunga sull'accoglienza ricevuta dalla community. I giocatori non ci sono andati per niente leggeri nei loro commenti, denunciando una piattaforma invasa da contenuti di bassissima qualità, simulatori di gambling sciatti e produzioni realizzate senza alcuno sforzo creativo reale.

Facepunch non nega il problema. Lo studio ammette di dover gestire l'utilizzo dell'IA in modo improprio e di qualità scadente, e il fondatore Garry Newman riconosce apertamente che s&box non è ancora al suo meglio. L'obiettivo dichiarato è quello di rilasciare aggiornamenti con cadenza settimanale, tenendo d'occhio da vicino i feedback della community per correggere il tiro progressivamente.

Newman ha espresso la propria visione sulla questione in modo piuttosto diretto. Secondo lui, il cosiddetto "slop", ovvero la spazzatura generata in modo automatico, rappresenta un problema destinato a crescere in qualsiasi ambito creativo, non solo nei videogiochi. Tuttavia, il fondatore di Facepunch non demonizza l'IA in modo assoluto: la considera uno strumento utile per l'apprendimento e per incrementare la produttività, pur precisando che lo studio non incoraggia chi la usa come sostituto della creatività umana. Il piano è quello di valorizzare attivamente i contenuti realizzati da persone in carne e ossa, relegando invece il materiale palesemente automatizzato nelle zone meno visibili della piattaforma.

In un'intervista rilasciata poco prima del lancio, Newman ha anche parlato dell'approccio alla moderazione: la filosofia di Facepunch prevede di osservare come la community interagisce con il sistema prima di costruire regole rigide, agendo in modo reattivo per trovare le soluzioni più adeguate di volta in volta, siano esse automatizzate o manuali.

Sul fronte dell'utilizzo interno dell'IA, Newman ha un punto di vista articolato. In Facepunch, viene usata soprattutto nelle fasi iniziali di sviluppo e come supporto alla programmazione, ma il fondatore è ben consapevole delle tensioni che il tema genera tra gli artisti. Secondo lui, i programmatori hanno già ampiamente abbracciato questi strumenti riconoscendone l'utilità pratica, mentre chi si occupa della parte visiva e artistica vive la questione in modo molto più conflittuale, anche perché i modelli generativi sono stati addestrati su opere create da esseri umani senza il loro consenso.

La sua posizione finale è quella di un cauto ottimismo: Newman crede che nel lungo periodo i contenuti di qualità scadente tenderanno naturalmente a finire in fondo, perché gli utenti impareranno a riconoscerli e a ignorarli. Una speranza condivisibile, ma che per ora sembra scontrarsi con la realtà di una pagina principale in cui il rumore supera abbondantemente il segnale. s&box ha tutte le potenzialità per diventare qualcosa di grande, ma la strada per arrivarci passa necessariamente da un lavoro serio di cura e moderazione della community che la ospita.
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