
Parlare di videogiochi e gli NFT è diventato complicato, soprattutto se si prova ad accennare che unire le due realtà non sarebbe male.
A dimostrare il possibile collegamento tra questi due mondi, nelle scorse settimane, Square Enix aveva inviato una lettera ai dipendenti, esprimendo grande interesse per la blockchain e gli NFT.
Nelle scorse ore, a tal proposito, è stato pubblicato un sondaggio in cui si provava a capire l'effettivo interesse per gli NFT da parte di vari sviluppatori.
Il sondaggio è incluso nel rapporto annuale sullo stato dell'industria dei giochi pubblicato dalla Game Developers Conference, che ha chiesto intervistato oltre 2.700 sviluppatori di videogiochi.
In esso, una delle domande poste recitava: "Qual è l'interesse del tuo studio per i token non fungibili (NFT)?" il 70% degli intervistati ha risposto con "non interessato", mentre il 21% ha detto "abbastanza interessato" e il 7% ha detto "molto interessato". Solo l'1% ha risposto che stavano già sviluppando NFT.
A parere nostro, questi due mondi andranno inevitabilmente ad incontrarsi, soprattutto per gli sforzi che i maggiori sviluppatori stanno già mettendo in atto.
Che poi questo incontro abbia o meno successo dipenderà solo dai videogiocatori.
Gli NFT, almeno da quanto abbiamo visto sino ad ora, non sembrano piacere ai puristi dei videogiochi.
Dal nostro punto di vista, gli NFT possono essere usati come alternativa ai classici metodi tramite i quali si acquistano e rivendono skin e oggetti nei giochi.
Certo, gli sviluppatori avrebbero meno controllo sul mercato degli NFT, ma anche i giocatori avrebbero meno limitazioni.
