
Questa volta, l'ultimo dev diary è interamente dedicato al tema della schiavitù, una meccanica centrale in un gioco strategico ambientato tra il 1836 e il 1936. Vediamo dunque come gli sviluppatori hanno affrontato questo tema:
Gli sviluppatori proseguono sostenendo che la schiavitù è il catalizzatore di diversi conflitti che hanno luogo nel gioco, e che sarebbe difficile contestualizzare certe meccaniche senza dare spazio a questo tipo di fenomeno storico."La schiavitù è chiaramente un terribile crimine contro l'umanità, e proprio per questa ragione, molti giochi che hanno un'ambientazione o delle meccaniche associate agli schiavi sono costretti a eliminarle o ad astrarle in qualche modo, ad esempio associandole a un qualche bonus economico al costo di una ridotta stabilità. Per Victoria 3, non crediamo che queste opzioni possano funzionare principalmente per due ragioni"
La schiavitù sarà quindi presente senza se e senza ma, e con varie modalità di utilizzo. Ad esempio, nei paesi che la supporteranno, si potranno impiegare gli schiavi all'interno di edifici che li utilizzeranno per ottenerne giovamento economico. Il tutto sarà poi accompagnato dalla resistenza che gli schiavi stessi potranno opporre al loro sfruttamento, insieme anche ai movimenti abolizionisti del proprio paese e dei paesi esteri.
Le nazioni potranno anche regolamentare la schiavitù con leggi ad hoc, permettendo o meno certe meccaniche associate a queste pratiche, come la compravendita di schiavi, la schiavitù per debiti, ecc.
Fonte: Victoria 3
