Devotion, il gioco che ha fatto arrabbiare la Cina non verrà più rilasciato su GoG

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Devotion, il gioco che ha fatto arrabbiare la Cina non verrà più rilasciato su GoG

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È raro che si parli più della storia sull'uscita di un videogioco piuttosto che la trama del videogioco stesso. Questa è una di quelle rare volte perché Devotion, sebbene sia un gioco dalle qualità notevoli, è in bilico tra pubblicazione e cancellazione già da un paio di giorni. Facciamo un passo indietro.

La casa di sviluppo Red Candle Games con sede in Taiwan pubblicò nel febbraio 2019 il video game horror dal titolo "Devotion". Il videogioco riscosse parecchio successo grazie alla qualità sia tecnica sia della trama del gioco stesso per poi finire cancellato burrascosamente a causa di... alcune texture presenti nel gioco. Prima di parlare del motivo per cui è stato cancellato, si necessita di una piccola spiegazione storico-culturale dell'attuale forma di governo cinese. Ai giorni d'oggi in Cina esiste un Partito Comunista che ritrova molto del suo potere nel controllo dei dati personali.

Fatta la spiegazione possiamo tornare al motivo per cui il gioco non si trova più negli store di Steam e altre piattaforme. Si da il caso che, nel gioco, sia presente un piccolo ed innocuo easter egg che rappresenta gli ideogrammi cinesi del nome Winnie Pooh. Cosa c'entra Winnie Pooh? Da un po' di tempo gira nel web un meme dove il presidente del Partito Comunista viene deriso perché somigliante al noto orsacchiotto, ed ora la sola foto o gli ideogrammi che compongono il nome sono bannati dal territorio.
Poiché il gioco ora ha una connotazione politica abbastanza rilevante, la piattaforma Steam non ha potuto fare altro che cancellare il gioco. Ma la storia non finisce qui, poiché nei giorni a seguire la pagina Twitter della casa di sviluppo ha rilasciato un tweet dove riporta che il gioco verrà ricaricato nella nota piattaforma GOG.

Sfortunatamente CD Projekt, la l'azienda polacca che detiene la piattaforma, ha risposto il giorno successivo con un messaggio di scuse, dichiarando che a causa di "proteste da parte di molti gamer" hanno deciso di non pubblicare più tale titolo. Non è detto che questo sia un modo commerciale di nascondere eventuali pressioni da parte del governo cinese, poiché molti cittadini cinesi risultano "indottrinati" nel difendere il proprio suolo nativo e la presenza di un richiamo cosi "infamante" potrebbe per davvero aver fatto  arrabbiare una buona parte della comunità gamer cinese, fetta non certo minima della popolazione gamer mondiale.
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