The WitChi sperava di vedere per The Witcher 4 un trattamento simile a quello riservato a The Witcher 3, con espansioni corpose come Hearts of Stone e Blood and Wine,
dovrà probabilmente rivedere le proprie aspettative. CD Projekt Red ha fatto capire chiaramente che, almeno per ora, non c'è spazio per contenuti aggiuntivi della nuova trilogia.
A dirlo è stato il co-CEO Michał Nowakowski durante l'
ultima call con gli investitori, rispondendo a una domanda diretta sulla possibilità di sviluppare espansioni per la nuova saga di The Witcher. La risposta è stata onesta quanto sconfortante:
portare tre giochi sul mercato nell'arco di sei anni è già un obiettivo estremamente ambizioso e aggiungere espansioni a quel calendario sarebbe, per usare le sue parole, molto difficile.
Il contesto aiuta a capire la portata dell'impresa.
CDPR punta a chiudere l'intera nuova trilogia entro il 2031 circa, un ritmo sostenuto per RPG di questa scala. Nel frattempo, lo studio sta anche lavorando a Songs of the Past, una nuova espansione di The Witcher 3 attesa per il 2027 e descritta come paragonabile a Blood and Wine per dimensioni e contenuti, il che significa un pacchetto tutt'altro che piccolo.
È
comprensibile che i fan ci rimangano un po' male: le espansioni di The Witcher 3 sono ricordate da molti come i momenti più alti dell'intera serie, capaci di offrire storie e personaggi memorabili. Detto ciò, l'alternativa proposta da CDPR è avere un nuovo capitolo principale ogni due anni circa, il che non è affatto una cattiva consolazione, ammesso naturalmente che i tempi vengano rispettati. E su questo, come sa bene chiunque segua lo sviluppo dei videogiochi, non ci sono mai certezze.