Subnautica 2: il successo del gioco costerà a Krafton un terzo dei suoi profitti annuali

Scritto da Vincenzo Napolitano, il 30 maggio 2026 alle 17:18
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Il lancio di Subnautica 2 è stato un trionfo sotto ogni punto di vista: quattro milioni di copie vendute in meno di una settimana, valutazioni molto positive su Steam e il titolo di gioco più venduto del 2026 fino a oggi, davanti a nomi del calibro di Slay the Spire 2 e Resident Evil Requiem. Eppure, paradossalmente, questo successo straordinario si sta trasformando in un bel grattacapo finanziario per Krafton, la società sudcoreana proprietaria di Unknown Worlds.

Stando a quanto riportato dal Korea Economic Daily, quando Krafton acquisì lo studio nel 2021 accettò di versare ai tre fondatori, Ted Gill, Max McGuire e Charlie Cleveland, una cifra proporzionale ai ricavi ogni volta che Unknown Worlds avesse superato i 69,8 milioni di dollari di entrate in un singolo mese. Il moltiplicatore pattuito era di circa 3,12 dollari per ogni dollaro guadagnato oltre quella soglia, fino a un massimo complessivo di 250 milioni di dollari. Una clausola che, sulla carta, poteva sembrare gestibile. Sulla carta.

Subnautica 2 ha ampiamente superato quella soglia già nella prima settimana di vendite. Facendo due calcoli rapidi sul prezzo del gioco e sulla quota trattenuta da Valve, le entrate generate hanno già superato di gran lunga il tetto mensile stabilito nel contratto. Il pagamento da 250 milioni di dollari sembra ormai praticamente inevitabile.

Per capire quanto pesi questa cifra, basta guardare i bilanci di Krafton: nel 2025 la società ha registrato un utile operativo di circa 736 milioni di dollari. Il bonus da corrispondere agli ex capi di Unknown Worlds assorbirà da solo oltre un terzo di quell'intero profitto annuale.

La vicenda ha anche un risvolto grottesco. Nel corso del processo legale nato dopo il licenziamento dei tre dirigenti, era già emerso che il CEO di Krafton, Changhan Kim, aveva consultato un'intelligenza artificiale per trovare il modo di uscire dal contratto, convinto di aver firmato condizioni troppo favorevoli per la controparte. Il giudice del Delaware aveva definito quella mossa imbarazzante, ordinando tra l'altro il reintegro del CEO di Unknown Worlds e concedendo ulteriore tempo per maturare il bonus. A conti fatti, l'intuizione del CEO di Krafton era corretta: il contratto era davvero un affare pessimo. Solo che adesso non c'è più nulla da fare.
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Vincenzo Napolitano

Anche noto come Vind Grizzly

Bevo, mangio, amo lo sport, i videogiochi, la scienza, l'ingegneria industriale. Procrastinatore seriale. (Un giorno scriverò anche una biografia decente).

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