Valve vuole
vendere la Steam Machine a un prezzo accessibile, ma la realtà del mercato rischia di
rendere quell'obiettivo molto più difficile da centrare. Lawrence Yang, hardware designer dell'azienda, ha parlato apertamente della situazione in un'intervista a PC Gamer, ammettendo senza giri di parole che la carenza di memoria sta complicando i piani su tutta la linea.
Il problema non è nuovo, ma continua ad aggravarsi. La
domanda di RAM da parte dei data center dedicati all'intelligenza artificiale generativa ha letteralmente prosciugato le scorte disponibili sul mercato consumer e Valve si ritrova a fare i conti con una situazione che, come sottolinea Yang,
non riguarda solo loro: chiunque voglia produrre hardware che monti della memoria si trova nella stessa barca.
Non a caso, il
nuovo Steam Controller è riuscito ad arrivare sugli scaffali prima della Steam Machine proprio perché non include RAM al suo interno. Anche in questo caso, però, il prezzo finale di 99 dollari è già più alto di quanto Valve avesse originariamente previsto, complice anche la variabile dei dazi doganali che fa lievitare il costo a seconda del paese d'acquisto.
Per la Steam Machine,
il quadro è ancora più complicato. Valve non ha rinunciato all'idea di proporre un prezzo competitivo, ma Yang è realistico: la penuria di memorie, unita ai continui rincari e alle tensioni geopolitiche che influenzano le catene di approvvigionamento, renderà difficile mantenere i costi sotto controllo. A marzo, la compagnia era arrivata al punto di cercare pubblicamente fornitori disposti a cedere grandi quantità di RAM, una mossa che la dice lunga su quanto la situazione sia critica.
Chi sperava di mettere le mani sulla Steam Machine a un prezzo da console dovrà probabilmente rivedere le proprie aspettative.