Crimson Desert e la questione IA: Pearl Abyss chiede scusa e promette di rimediare

Scritto da Vincenzo Napolitano, il 22 marzo 2026 alle 21:02
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Il lancio di Crimson Desert è stato senza dubbio uno degli eventi più attesi del 2026 nel mondo videoludico, ma la settimana di debutto del titolo firmato Pearl Abyss non è filata liscia come ci si sarebbe aspettati. Tra polemiche sui controlli, opinioni divisive della critica e qualche grattacapo tecnico, è emersa nelle ultime ore una nuova controversia che ha fatto parecchio rumore tra i giocatori: la presenza di asset visivi generati con l'intelligenza artificiale all'interno del gioco.

Tutto è iniziato quando alcuni utenti hanno iniziato a condividere sui social screenshot di dipinti e decorazioni ambientali presenti nel mondo di gioco, sostenendo che questi presentassero le caratteristiche tipiche delle immagini prodotte da tool di IA generativa. Uno dei casi più discussi riguarda un quadro che avrebbe dovuto raffigurare una battaglia storica, ma che a uno sguardo più attento si rivela un groviglio caotico di centauri e creature ibride, con personaggi che sembrano fondersi con le rocce circostanti. A rendere il tutto ancora più surreale, questa composizione discutibile era incorniciata da una delle cornici dorate più elaborate presenti nell'intera produzione.

La community non ha tardato a farsi sentire e la pressione ha portato Pearl Abyss a rompere il silenzio con un comunicato ufficiale. Lo studio sudcoreano ha confermato che durante le fasi iniziali dello sviluppo alcuni elementi visivi 2D erano stati realizzati utilizzando strumenti di IA generativa a scopo sperimentale. L'obiettivo, spiegano gli sviluppatori, era quello di esplorare rapidamente il tono e l'atmosfera del progetto nelle prime iterazioni creative, senza che questi asset fossero mai destinati a fare parte del prodotto finale. L'intenzione originaria era di sostituirli con contenuti realizzati interamente dai team artistici interni, in linea con gli standard qualitativi e la direzione creativa dello studio.
Il problema è che, a causa di una svista nel processo di controllo interno, alcuni di questi materiali provvisori sono finiti nella versione pubblicata del gioco. Pearl Abyss ha ammesso apertamente l'errore, si è scusata con i giocatori per la mancanza di trasparenza e ha annunciato l'avvio di un audit completo di tutte le risorse presenti nel titolo. Gli asset individuati come generati dall'IA verranno rimossi e sostituiti con le prossime patch.
Non è solo una questione estetica o di qualità percepita. Su Steam, dal 2024, è obbligatorio per i publisher dichiarare esplicitamente l'utilizzo di contenuti generati con l'intelligenza artificiale nella pagina del proprio gioco. Crimson Desert non aveva indicato nulla di simile, il che rende la vicenda potenzialmente problematica anche dal punto di vista delle policy della piattaforma. Pearl Abyss ha riconosciuto anche questa mancanza, impegnandosi a rivedere e rafforzare i propri processi interni per garantire una comunicazione più chiara e trasparente con il pubblico in futuro.

Va detto che il titolo, nonostante le polemiche, ha già superato i due milioni di copie vendute nelle prime ore dal lancio, segno che l'interesse intorno al progetto è genuinamente alto. La questione degli asset generati dall'IA non scalfisce il lavoro complessivo di uno studio che ha evidentemente investito risorse enormi nella realizzazione di un open world ambizioso e denso di contenuti. Resta però un episodio che dimostra quanto sia importante, in un'epoca in cui l'uso dell'IA nello sviluppo videoludico è sempre più diffuso, mantenere processi di revisione rigorosi e una comunicazione onesta con la propria community.
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Vincenzo Napolitano

Anche noto come Vind Grizzly

Bevo, mangio, amo lo sport, i videogiochi, la scienza, l'ingegneria industriale. Procrastinatore seriale. (Un giorno scriverò anche una biografia decente).

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