
Il procedimento è partito lo scorso ottobre, ma è tornato sotto i riflettori solo di recente grazie a una discussione nata sul subreddit r/pcgaming, dopo che a gennaio era stata depositata una versione aggiornata della denuncia. A presentare la causa è Victoria Turner, nome che corrisponderebbe a quello di una QA lead che ha lavorato su The Outer Worlds 2 e, in passato, su produzioni come Mass Effect 3 e Deus Ex: Human Revolution.
La class action punta a includere chiunque abbia lavorato o lavori ancora per Obsidian in California con contratto non esente dalla normativa sugli straordinari, a partire dal 9 ottobre 2021 fino al momento della certificazione della classe, con un'estensione pensata anche per chi ha lasciato l'azienda dopo il 9 ottobre 2022.
Nel dettaglio, la denuncia sostiene che lo studio abbia aumentato i propri margini di guadagno calpestando le leggi sul lavoro, in particolare non corrispondendo correttamente salari minimi, straordinari e le somme dovute a fine rapporto. Si parla anche di pagamenti non erogati nei tempi previsti, pause pranzo e riposi non garantiti secondo quanto stabilito dalla legge, mancati rimborsi per spese legate all'attività lavorativa e buste paga prive delle informazioni richieste per legge.
Obsidian, dal suo canto, ha risposto a marzo respingendo punto per punto ogni accusa mossa nei suoi confronti, presentando ben 38 argomentazioni difensive. Tra queste, lo studio sostiene che i dipendenti avrebbero accettato, implicitamente o esplicitamente, le condizioni oggetto della contestazione. Da allora, il caso non ha registrato particolari sviluppi.
Vale la pena ricordare che nel 2019 un senior designer dello studio aveva dichiarato a un'altra testata che Obsidian non fosse un ambiente caratterizzato dal crunch, definendo eventuali richieste di ore extra come occasionali e sempre facoltative per i dipendenti. Un quadro che, alla luce della causa attuale, assume oggi un significato diverso.
