StarCraft 2, il ritorno inatteso: la patch 5.0.16 vuole rivoluzionare il meta dopo anni di silenzio
Inviato: mercoledì 3 giugno 2026, 15:19

Dal 2020 il gioco è entrato in una sorta di modalità di mantenimento: niente nuovi contenuti, qualche piccolo ritocco all'equilibrio ogni tanto, e poco altro. Eppure Blizzard ha deciso di tornare a fare sul serio, con un intervento che tocca economia, unità e meccaniche di gioco su tutti e tre i fronti: Terran, Zerg e Protoss.
La modifica più discussa riguarda i worker iniziali, che scendono da 12 a 8. Una scelta radicale, considerando che il passaggio a 12 unità di partenza era stato introdotto proprio con Legacy of the Void per velocizzare la fase iniziale delle partite. Adesso si inverte la rotta, puntando a rendere più lunga e strategica la fase di early e mid-game, con i giocatori che potranno restare competitivi su una o tre basi per periodi più estesi.
Sul fronte Protoss le novità sono altrettanto sostanziali: la ricerca dei Warpgate viene spostata dal Cybernetics Core al Gateway, aprendo la strada a stili di gioco alternativi che finora erano semplicemente poco praticabili. Anche il Ghost dei Terran riceve dei nerf alla sopravvivenza, mentre unità come l'Infestor e il Disruptor guadagnano attacchi automatici di base, cambiando sensibilmente il loro utilizzo in partita.
La risposta della community è stata quasi unanimemente positiva, tra la sorpresa di vedere Blizzard ancora attiva sul titolo e l'entusiasmo per un meta che finalmente potrebbe cambiare volto. Tornei come il GSL e l'ESL Pro Tour continuano ad attrarre spettatori, e campioni del calibro di Serral, Maru e Clem tengono alta la bandiera dell'eSport su StarCraft 2 ancora oggi.
La patch non è ancora live sui server ufficiali e non è detto che tutte le modifiche sopravvivano alla fase di test, ma il segnale è chiaro: StarCraft 2 non è ancora pronto ad andare in pensione.