Gabe Newell non smette di giocare: a sessant'anni suonati, una partita a Dota 2 al giorno è la regola
Inviato: lunedì 4 maggio 2026, 0:33

La notizia che circola in queste ore riporta a galla dichiarazioni rilasciate da Newell all'edizione 2025 dell'International, in cui il patron di Valve ha confermato di giocare ancora almeno una partita a Dota 2 ogni giorno, nonostante abbia ampiamente superato i sessant'anni. Non è certo una sorpresa per chi lo segue da tempo: già nel 2011, quando Dota 2 era ancora in fase di sviluppo, Newell raccontava di essere ossessionato dal gioco e di giocarci ogni sera con il resto del team fino alle due o tre di notte. Ottocento ore sulle spalle, eppure si definiva ancora un noob.
Oggi quella dedizione non è venuta meno. A chi gli scrive insulti in chat, tra cui il classico "sei uno schifo, disinstalla", Newell risponde con filosofia: secondo lui quell'energia, per quanto mal indirizzata, è la stessa che rende Dota 2 un gioco ancora vivo e palpitante dopo tutti questi anni. Una visione tutto sommato generosa, ma non priva di una certa lucidità sul perché certi giochi riescano a tenere incollati i propri giocatori per decenni.
E in effetti Newell aveva già messo a fuoco quella qualità speciale dei MOBA molto prima che diventasse un luogo comune del game design: la capacità di farti venir voglia di rimetterti in fila subito dopo ogni partita, che tu abbia vinto o perso. Un loop apparentemente semplice, ma difficilissimo da replicare, che Valve è riuscita a incastonare anche nel suo Deadlock, ibrido tra shooter e MOBA attualmente in sviluppo. Insomma, da giocatore cronico a osservatore acuto del medium, Gabe Newell resta una figura difficile da incasellare, e forse è proprio per questo che continua ad affascinare.