Reggie Fils-Aimé spiega la filosofia Nintendo: niente licenziamenti di massa
Inviato: domenica 3 maggio 2026, 17:59

Il concetto chiave è semplice quanto raro nel panorama attuale: Nintendo non ha mai voluto ricorrere ai licenziamenti di massa e questa non era una scelta dettata dalle circostanze, ma un principio radicato nella cultura dell'azienda. Fils-Aimé ha dichiarato che il team dirigenziale ragionava in termini di rispetto verso le persone, con la consapevolezza che eliminare grandi fette di personale non faceva parte dell'identità della società. Una posizione quasi filosofica, soprattutto se confrontata con la realtà di compagnie come Epic Games, che ha tagliato oltre mille posti di lavoro, o Microsoft, che nel 2024 ha ridotto l'organico di circa novemila dipendenti.
Il segreto, secondo Reggie, sta a monte: Nintendo ha sempre evitato le assunzioni di massa nei momenti di grande successo. Quando la Wii dominava i salotti di mezzo mondo e il Nintendo DS si esauriva dai negozi nel giro di ore, molte aziende avrebbero colto l'occasione per espandersi a dismisura. Nintendo no. Quella disciplina nelle assunzioni ha permesso alla società di affrontare il periodo buio del Wii U senza dover poi fare i conti con un organico sproporzionato da ridurre a forza.
E la Wii U è stato un tema centrale nel discorso di Fils-Aimé, che ha ammesso candidamente come l'intera leadership dell'epoca fosse convinta che il doppio schermo rappresentasse il futuro del gaming. Un'idea non sbagliata nel principio, considerato che il Nintendo Switch ha poi ripreso e perfezionato quel concetto portandolo al successo globale. Ma all'epoca il pubblico non fu conquistato, e Nintendo si trovò ad attraversare anni difficili sul piano finanziario. Proprio in quel frangente, l'allora presidente di Nintendo Co., Satoru Iwata, scelse di tagliarsi lo stipendio del cinquanta per cento pur di non toccare i dipendatori, ritenendo che licenziare avrebbe minato il morale interno e la capacità dell'azienda di continuare a creare grandi giochi.
Fils-Aimé si è spinto fino a dare un consiglio diretto agli studenti presenti in sala: se un'azienda con cui si ha un colloquio ha una storia recente di licenziamenti di massa, questo è un campanello d'allarme da non ignorare. Un messaggio che suona come una critica implicita a molte realtà del settore, dove il ciclo di assunzioni eccessive seguite da tagli drastici è diventato quasi la norma.
Quello che emerge dal racconto di Reggie è il ritratto di un'azienda che ha scelto la sostenibilità nel lungo periodo rispetto alla crescita rapida e rischiosa. In un industria che nel 2025 ha generato ricavi record per quasi duecento miliardi di dollari ma che al tempo stesso ha visto migliaia di professionisti perdere il lavoro, la storia di Nintendo suona come un modello alternativo. Non privo di contraddizioni, come sottolineano in molti riferendosi al largo uso di lavoratori in appalto, ma comunque distinto dalla logica del "assumi tanto, taglia quando conviene" che sembra affliggere buona parte del mercato videoludico contemporaneo.