Behaviour Interactive torna a licenziare: il mercato mobile e casual si prosciuga e lo studio paga il conto
Inviato: venerdì 24 aprile 2026, 0:58

In una dichiarazione rilasciata a Game Developer, un portavoce dello studio ha fatto sapere che una parte importante del business di Behaviour Interactive è sempre stata costruita attorno a partnership di sviluppo esterno. Negli ultimi mesi, però, questa fetta di mercato si è notevolmente ridimensionata, rendendo insostenibile mantenere l'organico attuale in quel comparto. Con i contratti in scadenza e senza prospettive concrete di nuove commesse nel breve periodo, la direzione ha scelto di procedere con i tagli, ringraziando i dipendenti coinvolti per il contributo offerto negli anni.
Chi segue il settore sa già che Behaviour non è un semplice one-trick pony. Lo studio, fondato nel 1992, ha un curriculum piuttosto variegato: ha co-sviluppato Fallout Shelter insieme a Bethesda, ha realizzato Assassin's Creed Rebellion per Ubisoft e ha lavorato su numerosi altri titoli per publisher terzi. Eppure, nonostante questa diversificazione, gli ultimi due anni sono stati tutt'altro che tranquilli per la società. A gennaio 2024 erano stati tagliati 40 posti di lavoro e, nel giro di pochi mesi, altri 95 dipendenti erano stati lasciati a casa. In quell'occasione, lo studio aveva riconosciuto di aver più che raddoppiato il proprio organico nel corso di un quinquennio, passando da circa 575 a oltre 1.300 persone.
Quella crescita impetuosa era in buona parte figlia del periodo pandemico, quando la domanda di intrattenimento digitale era esplosa e le aziende del settore avevano assunto a ritmi frenetici per stare al passo. Il problema, com'è ormai noto, è che molti publisher e sviluppatori hanno tardato a riconoscere la natura temporanea di quell'impennata, continuando a espandere gli organici anche quando era già chiaro che il mercato stava tornando ai livelli pre-Covid. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un'industria che da oltre due anni è alle prese con ondate di licenziamenti che hanno colpito studi grandi e piccoli in tutto il mondo.
Il caso di Behaviour Interactive si inserisce in questo quadro desolante, con una specificità in più: il calo della domanda nel segmento mobile e casual non riguarda solo lo studio canadese, ma riflette una tendenza più ampia che sta rimescolando le carte in tavola per tutti i fornitori di servizi di sviluppo esterno. In un mercato sempre più selettivo, chi non riesce a differenziarsi o ad agganciare clienti stabili finisce inevitabilmente per pagare un prezzo salato.
Dead by Daylight continua a essere il pilastro su cui Behaviour regge e lo studio ha dichiarato di credere nel futuro del gioco ancora per molti anni. Ma il capitolo legato allo sviluppo per terze parti, almeno nel comparto mobile e casual, sembra essere arrivato a un punto di svolta difficile da ignorare.