Mario Kart Tour vietato ai minori in Brasile: la colpa è delle loot box
Inviato: domenica 22 marzo 2026, 2:32

Facciamo chiarezza subito: Mario Kart Tour non è diventato improvvisamente un gioco violento o inappropriato. Nessuna scena di sangue, nessun linguaggio esplicito, nessuna tematica matura è stata aggiunta. Le gare sono ancora quelle di sempre, i personaggi restano i simpatici protagonisti del mondo Nintendo, e l'esperienza di gioco non è cambiata di una virgola. Eppure, il governo brasiliano ha deciso di alzare drasticamente l'asticella della sua classificazione.
Il motivo è tutto nelle meccaniche di monetizzazione. La Classificação Indicativa, l'ente di classificazione brasiliano, ha aggiornato il proprio quadro normativo con l'obiettivo preciso di prendere di mira quei giochi che incorporano sistemi di ricompense casuali legati alla spesa reale, ovvero le ormai celebri loot box. Mario Kart Tour presenta da tempo un sistema di questo tipo, noto come Spotlight Pipe, attraverso il quale i giocatori spendono valuta virtuale o reale per ottenere personaggi, kart e alianti in modo completamente randomizzato. Una meccanica che ricorda da vicino il gacha, e che più di qualche paese ha già cominciato a guardare con sospetto.
Il Brasile non è il primo ad alzare la voce su questo tema. Il Belgio aveva già provveduto a vietare completamente Mario Kart Tour nel 2019 per ragioni simili, e il gioco da allora non è mai tornato disponibile nel paese. Ora è la volta del mercato sudamericano, che con questa mossa si allinea a una tendenza globale sempre più evidente: proteggere i giocatori più giovani da pratiche di spesa che molti considerano assimilabili al gioco d'azzardo. Anche il PEGI, l'ente europeo di classificazione, ha recentemente annunciato importanti aggiornamenti al proprio sistema di valutazione, introducendo nuove categorie pensate proprio per gestire contenuti a pagamento e meccaniche potenzialmente addictive.
Nintendo non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla nuova classificazione, né ha comunicato se intende modificare il modello di monetizzazione del gioco per recuperare un rating più basso. La situazione è comunque complicata da un fattore importante: lo sviluppo attivo di Mario Kart Tour è di fatto terminato. La società aveva annunciato nel 2023 la fine dei nuovi contenuti regolari, anche se il gioco ha continuato a ospitare eventi occasionali, come quello in occasione dell'uscita di Mario Kart World. Difficile immaginare che Nintendo voglia investire risorse significative per modificare un titolo che ormai è in una fase di mantenimento passivo. L'ipotesi che questa reclassificazione possa diventare il pretesto per ritirare il gioco dal mercato brasiliano non è del tutto da escludere.
Nel frattempo, al di fuori del Brasile, Mario Kart Tour mantiene valutazioni ben diverse. Sullo store americano di Apple, ad esempio, è tuttora classificato come adatto dai 4 anni in su, con la segnalazione di acquisti in-app opzionali. Un contrasto stridente che racconta bene quanto siano ancora disomogenee le normative in materia a livello internazionale.
Quello che questa vicenda mette in luce, però, è qualcosa di più ampio. La battaglia contro le loot box nei videogiochi sta guadagnando terreno in tutto il mondo, e titoli apparentemente innocui come Mario Kart Tour finiscono per diventare casi simbolici proprio perché il contrasto tra il loro aspetto familiare e la realtà delle loro meccaniche di spesa è particolarmente evidente. Difficile dire se questa ondata regolatoria porterà a cambiamenti strutturali nel modo in cui l'industria gestisce la monetizzazione nei giochi mobile, ma una cosa è certa: il dibattito è aperto, e i legislatori di mezzo mondo sembrano sempre meno disposti a lasciare correre.