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Capcom cresce per il 12° anno consecutivo spinta dai videogiocatori su PC

Inviato: sabato 21 marzo 2026, 0:14
da Vind Grizzly
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Capcom chiude il proprio anno fiscale 2025 con un motivo in più per brindare. La storica software house di Osaka ha ufficializzato il dodicesimo anno consecutivo di crescita degli utili operativi, il decimo anno di fila con una crescita superiore al dieci percento e l'ottavo anno consecutivo di record assoluti su tutti gli indicatori di profitto. Numeri che, in un settore spesso attraversato da turbolenze, parlano da soli.

Ma c'è un dato che emerge con forza dal report annuale del CEO Kenzo Tsujimoto: il motore principale di questa cavalcata finanziaria è il PC. Non le console, non i mercati mobile, non le versioni fisiche dei giochi. Il computer da casa, con Steam in prima fila, sta diventando la spina dorsale commerciale di Capcom e l'azienda non solo ne è consapevole, ma lo dice esplicitamente e senza mezzi termini.

Già nel 2021 il COO dell'azienda aveva dichiarato che il PC era diventato la piattaforma principale per i giochi Capcom. Nel 2024 quella tendenza si era concretizzata nei numeri: il PC rappresentava circa il sessanta percento delle vendite digitali del publisher. Nel periodo coperto dall'ultimo report, corrispondente ai nove mesi conclusisi nel 2025, Capcom ha venduto 19,1 milioni di giochi su PC. La percentuale totale si attesta intorno al cinquanta percento, leggermente in calo rispetto all'anno precedente, ma le vendite complessive sono comunque cresciute. E soprattutto, il report precisa chiaramente che questa quota è destinata ad aumentare ulteriormente.

Tsujimoto non si limita a registrare un dato positivo: nella sezione dedicata al rafforzamento della presenza nel mercato PC, il CEO esprime una visione strategica precisa. Secondo lui il PC è destinato ad affermarsi come la piattaforma di gioco dominante a livello globale, e Capcom intende farsi trovare preparata. L'azienda vuole approfondire la comprensione delle caratteristiche e delle tendenze del mercato PC e dei suoi utenti, per orientare in modo ancora più mirato lo sviluppo dei giochi e le strategie commerciali.

Questo cambiamento di prospettiva è ben visibile anche guardando come si è evoluto il rapporto tra Capcom e la piattaforma Valve negli ultimi anni. I tempi in cui Monster Hunter World arrivava su Steam con otto mesi di ritardo rispetto alle console sono un ricordo lontano. Oggi i titoli del publisher giapponese debuttano su PC in contemporanea con le versioni console, quando non addirittura con una certa priorità. Monster Hunter Wilds, ad esempio, ha avuto qualche problema tecnico al lancio, tanto da ricevere recensioni miste su Steam. Ma Capcom ha reagito, ha rilasciato patch specifiche e ha dichiarato che le competenze tecniche acquisite nel gestire quelle criticità verranno applicate allo sviluppo dei titoli futuri. Le recensioni del gioco sono poi risalite verso il "perlopiù positivo". Un segnale di attenzione concreto, non solo di facciata.

Vale la pena sottolineare che il periodo considerato nel report non include ancora Resident Evil Requiem, uscito direttamente su Steam al day one e con vendite straordinarie già nelle primissime settimane. Ciò significa che i numeri futuri potrebbero risultare ancora più robusti, alimentati da un titolo di punta che ha scelto il PC come casa principale fin dal primo giorno.

A completare il quadro strategico, Tsujimoto ha anche parlato di un maggiore investimento nella produzione cinematografica legata alle IP Capcom. Il ragionamento è semplice: i film raggiungono un pubblico più ampio rispetto ai videogiochi, funzionano da vetrina per i personaggi e gli universi narrativi del publisher, e possono trasformare chi non ha mai impugnato un controller in un potenziale acquirente dei giochi. Un approccio che trova già riscontro nella realtà: la serie Devil May Cry su Netflix ha contribuito a incrementare significativamente le vendite di DMC5, e il franchise di Resident Evil, anche con i suoi adattamenti cinematografici meno riusciti, ha generato numeri da capogiro nel corso degli anni. Più avanti nel 2026 è atteso anche un reboot del film di Resident Evil, diretto da Zach Cregger.

Dodici anni di crescita ininterrotta non sono un caso. Sono il risultato di scelte strategiche precise, di una capacità di leggere il mercato in anticipo e di adattarsi senza perdere l'identità. E il fatto che Capcom stia puntando con tanta decisione sul PC dice qualcosa di importante non solo sull'azienda, ma sulla direzione che sta prendendo l'intero settore videoludico.