La Sayuri di Persona 5 è stata convertita in NFT su OpenSea, ma gli NFT non dovevano aiutare gli artisti?
Inviato: martedì 8 febbraio 2022, 3:23

Si tratta della "Sayuri", una importante opera d'arte fittizia presente all'interno di Persona 5, considerati gli eventi nel gioco e le origini del dipinto, è decisamente ironico che quest'opera sia stata trasformata in un NFT, venduta su OpenSea senza alcun accredito o permesso da parte di Atlus o dai suoi artisti.
Quantomeno l'autore del gesto non ha neanche provato ad attribuirsi l'opera, citando anche nel titolo la provenienza del dipinto e copiando la descrizione del token da un riassunto degli avvenimenti del videogioco.

Il dipinto Sayuri viene descritto nelle fasi iniziali del gioco come il capolavoro del maestro pittore Madarame, a cui è dedicata una mostra, uno dei livelli all'interno del gioco. Inizialmente il pittore, nonostante la sua fama e ricchezza, è colpito da un blocco dell'artista in seguito al furto della Sayuri avvenuto anni prima, perdendo pian piano tutti i suoi "protetti", artisti in povertà che vivevano nella sua dimora. Seguendo le vicende del gioco si scopre però che le varie opere mostrate nella mostra non sono in realtà opera di Madarame, ma dei suoi vari protetti, pian piano spariti dopo avergli donato le loro opere.
Alla fine delle indagini, i ladri fantasma scoprono due importanti segreti riguardo la Sayuri: Prima di tutto non è mai stata rubata, ma è tenuta nascosta dal pittore per farne accrescere il valore, mentre smercia sul mercato nero repliche spacciate per vere, ed inoltre non è neanche una sua opera. Si tratta infatti di un dipinto realizzato da una sua pupilla prima di morire, ovvero la madre di Yusuke, e manomesso dal pittore, che occultandone dal quadro la figura del neonato ha reso più misterioso lo sguardo riportato su tela. A seguito della morte della autrice, ha posto sotto la sua protezione il talentuoso figlio, unicamente per sfruttarne le doti pittoriche a sui vantaggio.