
Altri casi riguardano la libertà con cui i dipendenti maschi si presentavano al lavoro ubriachi o con postumi di sbronza ed erano liberi di fare battute sulle donne, incluse battute riguardanti lo stupro. Era inoltre la norma scaricare il lavoro sulle dipendenti in modo da avere più tempo da passare in pausa, davanti ad alcool e\o videogiochi. Non era neanche rispettato il diritto alle ferie per le donne incinte, la cui assenza veniva punita nelle loro schede di valutazione. La discriminazione maggiore è avvenuta per le donne afroamericane, a cui è stata data minore libertà personale, con giustificativi richiesti per semplici giorni di permesso e pause lavorative attentamente monitorate. Maggiori informazioni sul clima all'interno di Activision Blizzard sono disponibili attraverso un lungo articolo di Kotaku.
Oltre a diversi commenti su Twitter da parte di ex componenti di Blizzard ed Activision che hanno dichiarato - dopo svariati anni - quali fossero i problemi all'interno dei loro studio o di come siano fuggiti per "salvare" la propria sanità mentale, anche alcuni dipendenti attuali dell'azienda hanno condannato pubblicamente la copertura messa in atto dall'azienda, che ha di fatto protetto alcune delle persone chiave investite dagli scandali.
Dopo aver scritto un trafiletto a riguardo sulla propria azienda, il Senior System Designer di World of Warcraft, Jeff Hamilton, ha inoltre sganciato una notizia bomba: Il clima all'interno dell'azienda è cosi rigido che a causa del processo si sono praticamente fermati tutti i lavori di sviluppo sul gioco. Non è chiaro se questo blocco porterà allo slittamento delle prossime patch, ovvero la patch 9.2 o addirittura la patch minore 9.1.5.

