
Per coloro che non avessero mai avuto a che fare con il titolo, si tratta di uno spin-off della saga Final Fantasy sviluppato con il comparto multiplayer messo in primo piano, offrendo una esplorazione cooperativa di 13 dungeon. Per accomodare meglio la presenza di più giocatori, Final Fantasy Crystal Chronicles si discosta dal canone classico degli RPG dove il protagonista diventa la persona più importante del mondo/gruppo, puntando a rendere personaggi giocabili degli anonimi personaggi appartenenti ad una carovana, in viaggio per la ricerca in tutto il mondo del Myrrh, che serve a proteggere le città ed i villaggi da un letale gas chiamato Miasma. La personalizzazione del giocatore è data dalla scelta di appartenenza tra quattro tribù, ciascuna con i propri punti di forza e di debolezza. Il sistema di combattimento permette di sincronizzare attacchi e magie per effettuare più danno, mentre il gameplay punta molto sulla collaborazione, per esempio facendo trasportare un oggetto ad un giocatore e richiedendo agli altri di proteggerlo. Ovviamente sarà possibile giocare con un approccio più competitivo, andando a competere per la totalizzazione dei punti per dungeon, che permetterà di avere la prima scelta sugli artefatti, ricompensa per il termine del livello. Le migliorie incluse nella Remastered Edition includono nuovi dungeon di alto livello per porre maggiore sfida nei contenuti di fine gioco ai giocatori più abili, evidenti migliorie grafiche, la presenza del doppiato ed una maggiore accessibilità al comparto multiplayer: Abbandonato il multiplayer locale, punto di forza della versione Gamecube, è stato introdotto un nuovo multiplayer completamente crossplay che permette di giocare assieme ad utenti mobile e console. Inoltre la "Lite Edition", la demo del gioco distribuita su ogni piattaforma, può essere utilizzato come "client" per unirsi all'avventura di un amico che possiede il gioco completo. Un eventuale aggiornamento alla versione completa permetterà di mantenere tutti i progressi fatti sia in giocatore singolo che in multiplayer.
Come mai viene descritta come una evoluzione? Perché il multiplayer locale su Gamecube non usava lo splitscreen, ma richiedeva che ogni giocatore avesse il proprio Gameboy Advance ed uno speciale cavo di collegamento per il GameCube per avere il proprio display personale, una sorta di "pioniere" della principale funzione di Nintendo Wii U.



