Riot Games contro il sessimo nei suoi giochi.
Inviato: martedì 28 aprile 2020, 16:23

Riot Greenily, UX Designer di League of Legends e Teamfight Tactics, ha recentemente condiviso su Twitter un video di una sua partita su Valorant. Durante il video è possibile sentire uno dei suoi compagni di squadra chiamarla con appellativi quali "Babe" o mentre ci prova prova con lei. In altri tweet la ragazza dice che quello stesso giocatore ha urlato "Oh mio dio è una ragazza" nel momento stesso in cui ha sentito la sua voce ed ha agito come se lei fosse la sua ragazza per tutto il tempo. Riot Greenily ha provato ad eseguire un mute, ovvero a bloccare la voce del ragazzo, ma, giocando un support, ha dovuto curarlo per vincere la partita.
Altre Rioter quali Katie Chironis ha affermato che è riuscita a ridurre il livello di molestie subite dopo aver aggiungo #RIOT al suo tagname.
Anna Donlon, produttore esecutivo di Valorant, ha definito ciò che accadeva nel video come disgustoso e ha affermato che il team di sviluppo di Valorant sta provando a trovare una soluzione a lungo termine per rendere il gioco più sicuro.
Il problema delle molestie o degli insulti ricevuti in game è serio e uno studio di Anti-Defamation League ha dimostrato che il 74% dei videogiocatori è vittima di molestie. Le community più tossiche da questo punto di vista sembrano essere: League of Legends, Dota 2 e Counter-Strike: Global Offensive.
Speriamo che Riot riesca a trovare una soluzione che permetta a tutti di giocare in un ambiente più sicuro e più sano.