
I mattoncini che fanno impazzire il mondo
LEGO: una piccola parola che evoca grandi desideri, in bambini e, soprattutto, adulti. Possiamo tutti definirci la Generazione LEGO, nata e cresciuta in compagnia di questi simpatici mattoncini colorati che hanno da sempre contribuito allo sviluppo della nostra creatività e fantasia.Il nome LEGO è un’abbreviazione delle due parole danesi “leg godt”, che tradotto significano “gioca bene”, e incarnano perfettamente la filosofia dell’azienda. Il LEGO Group è stato fondato nel 1932 da Ole Kirk Kristiansen e la guida della società è stata tramandata di padre in figlio ed ora la proprietà e del nipote del fondatore. L’invenzione dei LEGO nasce dalla necessità di velocizzare la produzione, in seguito ad una tragedia e alla Grande Depressione: si pensò di ridurre le dimensioni dei prodotti cercando così di mitigare i costi di produzione. Questa idea fu da ispiratrice per la produzione di giocattoli classici e tradizionali che sarebbe cominciata da lì a poco. Con l’introduzione della plastica nacque il primo giocattolo modulare fino ad arrivare ai primi esemplari di mattoncini assemblabili, la cui forma originale appare nel 1958 e si ha il completamento del mondo LEGO nel 1978 con i famosi “omini”. Dei 70 milioni di pezzi LEGO fabbricati ogni 12 mesi, la metà viene venduta nelle otto settimane che precedono il Natale: nel 2018 i profitti maggiori sono arrivati dalla vendita dei set dedicati al Millenium Falcon e alla Bugatti Chiron, oltre al sempreverde Harry Potter.
Da queste pietre miliari nella storia LEGO, prendono poi vita i primi parchi di divertimento basati proprio su questi giocattoli: il primo LEGOLAND venne inaugurato in Danimarca nel 1968 seguito da altri in Europa, Stati Uniti e Giappone.
Inoltre, alcuni artisti hanno utilizzato i LEGO nelle proprie creazioni, producendo statue, mosaici e macchine complesse. Non di meno è l’industria del cinema con produzione di diversi film di cui uno, The Lego Movie, ha avuto un enorme successo portando anche ad una rinascita commerciale e ad un rinnovato appeal per il marchio danese.
Dal 1997, sono stati pubblicati 52 videogiochi basati sul sistema di costruzioni LEGO e dal 2001 sono stati introdotti giochi basati anche su licenza di proprietà intellettuali non LEGO, come Star Wars, Batman e Rock Band. Debutterà a breve anche il set completo per acchiappare fantasmi con un’app in realtà mista, il LEGO Hidden Side, il passo più ampio del mattoncino nell’universo digitale. Inquadrando con lo schermo uno dei set (8 in tutto), ecco svelarsi dettagli invisibili a occhio nudo, tra reliquie degli spettri e indizi per rintracciarli. Lo stesso percorso, tra fisico e digitale, celebrato anche da LEGO Ideas, la piattaforma con cui è possibile proporre in propri set e venderli realizzati a seconda del loro gradimento online.
Tra il catalogo di Pomu non potevano non comparire diversi giochi basati sui LEGO fruibili ovunque e in qualsiasi momento e per tutte le età. Qui ci si può divertire anche senza la necessità di avere set fisici dei famosi mattoncini, in modo immediato, e guardando anche con un occhio di riguardo alla salute ambientale. È curioso, infatti, che un’azienda così sensibile ai cambiamenti sai invece in ritardo in quanto ad attenzione per l’ambiente: la fabbrica, un capolavoro di interazione uomo-robot, comprende 700 macchine che funzionano senza interruzioni, 24 ore su 24 tutti i giorni (ad eccezione del Natale), e in un’ora vengono sfornati 4,9 milioni di elementi derivanti dalle 100 tonnellate di plastica. L’azienda, “CO2 neutral”, ha promesso solo da poco che sfrutterà materiali a base vegetale: dal 2030, infatti, ogni pezzo sarà prodotto con materiale ecosostenibile.
In linea generale, comunque, il successo dei LEGO ha anche cause psicologiche: i genitori li trovano didattici e sono soprattutto stimolanti per la fantasia, la creatività e l’intelletto delle nuove generazioni che devono avere un approccio attivo nel gioco.
