Amy Hennig: oggi il primo Uncharted non sarebbe mai nato
Inviato: martedì 5 marzo 2019, 3:12
Amy Hennig, l'autrice originale dietro alla serie Uncharted, ha rilasciato un'interessante intervista ai colleghi di Venture Beat.
Nell'intervista ha spiegato che, con l'attuale modello di monetizzazione voluto dagli editori del mondo videoludico, un gioco come il primo Uncharted non sarebbe mai nato.
La donna ha dichiarato:
Nell'intervista ha spiegato che, con l'attuale modello di monetizzazione voluto dagli editori del mondo videoludico, un gioco come il primo Uncharted non sarebbe mai nato.
La donna ha dichiarato:
Non penso che videogiochi come il primo Uncharted, sebbene sia stato la pietra angolare e abbia dato l’impronta all'intera serie, siano più possibili da proporre.
L’idea di un’esperienza finita, di otto ore, che non aveva modalità secondarie né online. L’unica rigiocabilità era data dal fatto di poter sbloccare dei trucchi, cose di questo tipo. Non c’era multiplayer, non c’era niente. Questa è un’idea che non prende più il volo.
Oggi, quando progetti un videogioco, devi avere tante ore di gameplay, otto ore non sarebbero mai sufficienti. Inoltre, di solito devi avere una modalità online. E, ovviamente, vedete anche voi in che direzione ci si sta muovendo, verso i servizi live, i battle royale e i videogiochi come servizio persistente.
È un modello di videogioco che si lega meno bene a una storia da raccontare. Sono giochi che consentono meno di prendere per mano una storia, di dare spazio allo storytelling tradizionale. Quest’ultimo ha una sua forma, ha un arco, una destinazione, un epilogo. Un gioco come servizio, che è persistente e pertanto continua, non ha questa struttura.