
Recentemente "Kuku" (al secolo Carlo Palad), un pro player del team TNC Predator, aveva lanciato alcuni pesanti insulti razzisti contro alcuni avversari cinesi durante una normale partita a Dota; tale insulto, sintomo di un atteggiamento universalmente offensivo purtroppo spesso presente tra i membri della community di Dota, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, visti gli altri episodi recenti di questo tipo, tra cui un altro relativamente famoso causato da "skem" del team Complexity Gaming. Il risultato è stato quindi un review bombing di Dota 2 da parte di numerosi utenti cinesi.
L'episodio si era concluso con punizione e scuse di Kuku (che si è visto decurtare metà delle vincite alla Major di Kuala Lumpur a favore di associazioni antirazziste) e della Valve, ma sembra che non sia finita qui.
TNC Predator ha infatti pubblicato un Tweet nella giornata di ieri, nella quale fa presente che si, è tecnicamente permesso al team di partecipare alla Major di Chongqing, ma allo stesso tempo puntualizzando che a Kuku potrebbe essere vietato l'ingresso nel paese, che il governo della città potrebbe decidere di cancellare il torneo nel caso in cui Kuku partecipi e soprattutto che l'organizzazione non garantisce per la sua incolumità.
Una situazione pesante, che TNC ha voluto sottolineare in un successivo comunicato, rilasciato dopo aver parlato con Valve, nella quale il team dichiara che nonostante non ci sia nessuna apparente penalità il team non ha ancora deciso se partecipare o meno.
Ci tengo a sottolineare che la redazione di Videogamezone si schiera fermamente per il far play e contro gli episodi di razzismo negli e-sport, ma siamo sicuri che la reazione, forse spropositata, delle autorità di Chongqing non potrà che scatenare altre aspre polemiche.
Fonte: Rockpapershotgun
