Phantom Doctrine, gioco strategico simile a XCOM, presentato al PAX 2018
Inviato: domenica 14 gennaio 2018, 14:56
Ambientato durante la guerra fredda, Phantom Doctrine è un titolo strategico molto simile a X-Com.
I giocatori prendono controllo di un grande network di spie, la Cabala, con l'obbiettivodi contrastare altre organizzazioni pronte a controllare il mondo mettendo le nazioni l'una contro le altre.
Come in XCOM si dovrà gestire la propria base, reclutare agenti, equipaggiarli e ricercare modi per migliorare le proprie unità.
Se preparare le proprie unità prima degli scontri era solo uno degli aspetti di XCOM, questo si rivela essere il focus principale di Phantom Doctrine. Potrete catturare altri agenti, interrogarli ed intraprendere altre attività per avere un vantaggio sul nemico ancora prima di entrare in azione. Le infiltrazioni sono strutturate in modo tale da permettere al giocatore abile di completare un conflitto senza essere individuati e senza bisogno di sparare un colpo.
Un altro elemento unico è costituito dagli agenti stessi. Viene infatti data la possibilità di torturarli, fargli il lavaggio del cervello ed addirittura condizionarli con parole di controllo. Queste, investendo del tempo nel processo per poi rilasciare l'agente, permetteranno in ogni momento di far cambiare schieramento all'agente. Ma attenzione: anche il nemico ha questa possibilità con i vostri agenti.
La parte strategica del titolo, quella che si svolge nel quartiere generale, sembra essere completa, anche se il gioco deve ancora finire il processo di sviluppo. Le informazioni, invece di essere una semplice nota nella collezione delle risorse, potranno essere disposte su una lavagna, lette approfonditamente e collegate a differenti dettagli. Per quanto sia possibile assegnare un agente a questo, c'è il rischio di perdere informazioni preziose: infatti, in caso di successo, sarà possibile scoprire informazioni quali la posizione di cellule di agenti o il bersaglio di un prossimo attacco.
Tutto questo ha il potenziale di rendere il gioco un prodotto su cui spendere molte ore. Vedremo se Phantom Doctrine rispetterà le aspettative.
I giocatori prendono controllo di un grande network di spie, la Cabala, con l'obbiettivodi contrastare altre organizzazioni pronte a controllare il mondo mettendo le nazioni l'una contro le altre.
Come in XCOM si dovrà gestire la propria base, reclutare agenti, equipaggiarli e ricercare modi per migliorare le proprie unità.
Se preparare le proprie unità prima degli scontri era solo uno degli aspetti di XCOM, questo si rivela essere il focus principale di Phantom Doctrine. Potrete catturare altri agenti, interrogarli ed intraprendere altre attività per avere un vantaggio sul nemico ancora prima di entrare in azione. Le infiltrazioni sono strutturate in modo tale da permettere al giocatore abile di completare un conflitto senza essere individuati e senza bisogno di sparare un colpo.
Un altro elemento unico è costituito dagli agenti stessi. Viene infatti data la possibilità di torturarli, fargli il lavaggio del cervello ed addirittura condizionarli con parole di controllo. Queste, investendo del tempo nel processo per poi rilasciare l'agente, permetteranno in ogni momento di far cambiare schieramento all'agente. Ma attenzione: anche il nemico ha questa possibilità con i vostri agenti.
La parte strategica del titolo, quella che si svolge nel quartiere generale, sembra essere completa, anche se il gioco deve ancora finire il processo di sviluppo. Le informazioni, invece di essere una semplice nota nella collezione delle risorse, potranno essere disposte su una lavagna, lette approfonditamente e collegate a differenti dettagli. Per quanto sia possibile assegnare un agente a questo, c'è il rischio di perdere informazioni preziose: infatti, in caso di successo, sarà possibile scoprire informazioni quali la posizione di cellule di agenti o il bersaglio di un prossimo attacco.
Tutto questo ha il potenziale di rendere il gioco un prodotto su cui spendere molte ore. Vedremo se Phantom Doctrine rispetterà le aspettative.