
Nowakowski ha parlato apertamente di quanto sia stato doloroso vivere quel periodo, definendo l'esperienza del lancio del dicembre 2020 come uno dei momenti più difficili nella storia recente dello studio. Cyberpunk 2077 arrivò sul mercato con problemi tecnici talmente gravi da costringere Sony a rimuoverlo temporaneamente dal PlayStation Store, offrendo rimborsi a chi lo aveva acquistato.
Eppure, nonostante quel debutto travagliato, il gioco riuscì comunque a registrare numeri da record, diventando uno dei lanci commerciali più importanti nella storia dei videogiochi, al punto da garantire bonus considerevoli al management dell'azienda, una scelta che a suo tempo fece discutere parecchio visti i problemi riscontrati dai giocatori.
Negli anni successivi, CD Projekt Red ha lavorato senza sosta per ribaltare la situazione, pubblicando aggiornamenti su aggiornamenti fino ad arrivare alla svolta decisiva con la patch 2.0 e l'espansione Phantom Liberty, capaci di trasformare Cyberpunk 2077 in uno dei casi di redenzione più citati nel settore. Il titolo ha poi superato i 35 milioni di copie vendute, un traguardo raggiunto più rapidamente rispetto a quanto fatto a suo tempo da The Witcher 3.
Risultati che, secondo Nowakowski, non bastano comunque a chiudere del tutto la vicenda. Il manager ha dichiarato di non essere pienamente convinto che lo studio abbia completato il proprio percorso di redenzione, sottolineando come una parte del pubblico abbia perso fiducia nel brand in maniera probabilmente irreversibile. Una considerazione che il dirigente accetta come legittima conseguenza di quanto accaduto, pur mantenendo la speranza di poter riconquistare quei giocatori, se non con The Witcher 4 con i progetti futuri dello studio.
Proprio The Witcher 4 resta ad oggi senza una data di uscita ufficiale ed è solo uno dei tanti progetti attualmente in lavorazione a CD Projekt Red, insieme al remake del primo The Witcher, a una nuova IP ancora avvolta nel mistero e a una collaborazione con Scopely legata all'Arabia Saudita.
