DragonSword: dramma tra sviluppatore e publisher, parte la battaglia legale

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DragonSword: dramma tra sviluppatore e publisher, parte la battaglia legale

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Quello che doveva essere un lancio promettente si è trasformato in uno scontro a colpi di comunicati e ricorsi legali. Al centro della vicenda ci sono Webzen, publisher coreano noto nel settore dei giochi online, e Hound13, lo studio di sviluppo dietro DragonSword, action RPG open world lanciato in Corea a gennaio 2026 in modalità free-to-play.

Il punto di rottura è arrivato poco dopo il lancio, quando Hound13 ha annunciato la risoluzione unilaterale del contratto di publishing, accusando Webzen di non aver versato per intero il cosiddetto "minimum guarantee", ovvero la somma minima che un publisher è contrattualmente obbligato a corrispondere allo sviluppatore indipendentemente dai ricavi generati dal titolo. Webzen ha risposto respingendo le accuse, sostenendo che la comunicazione di rescissione non rispettasse i requisiti legali necessari per essere considerata valida e rivendicando quindi la piena vigenza dell'accordo. Come gesto distensivo, o forse strategico, il publisher ha dichiarato di aver saldato l'intero importo del minimum guarantee entro fine febbraio. Hound13 ha però contestato questa mossa, affermando che il pagamento era arrivato fuori dai termini concordati e che quindi non poteva annullare la risoluzione già comunicata.

La situazione si è ulteriormente complicata ad aprile, quando Hound13 ha annunciato DragonSword: Awakening, una versione buy-to-play del gioco destinata al mercato globale tramite Steam, presentata come un titolo distinto dall'originale. Webzen ha risposto con una nuova dichiarazione pubblica, sostenendo che il developer non disponga dei diritti di publishing necessari per procedere con il rilascio e ha avanzato una richiesta di ingiunzione preliminare per bloccare l'uscita del gioco sulla piattaforma Valve. Contestualmente, ha formalizzato il ricorso in sede legale contro Hound13.
La storia, già di per sé aggrovigliata, acquisisce ulteriore peso se si considera l'entità degli investimenti in ballo: Webzen avrebbe versato circa 30 miliardi di won, equivalenti a oltre 20 milioni di dollari, per supportare lo sviluppo del gioco fin dal 2024, ottenendo in cambio i diritti di pubblicazione. Al momento, Hound13 non ha ancora risposto pubblicamente alla causa, e la vicenda rimane aperta su tutti i fronti.
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