
Zelnick ha dichiarato senza mezzi termini che in GTA 6 non ci sarà alcun accordo di product placement né integrazione con marchi reali. La motivazione è tanto semplice quanto solida: l'universo di Grand Theft Auto è un mondo completamente fittizio, popolato da brand inventati. Sprunk al posto della Coca-Cola, Burger Shot invece di McDonald's e via dicendo. Questa scelta stilistica, che da sempre caratterizza la serie rendendola uno specchio satirico della società americana, diventa di fatto anche una protezione naturale contro qualsiasi tentazione commerciale.
"È un mondo di finzione e tutto ciò che vi si trova è fittizio", ha spiegato Zelnick in un'intervista rilasciata a Variety. "Non siamo nemmeno a rischio di fare partnership con brand reali, perché tutti i marchi sono inventati. E questo, credo, ci mantiene puri".
Il CEO ha anche aggiunto una considerazione più generale sul product placement nei videogiochi: quando si spinge troppo su questo tipo di accordi, il risultato è quasi sempre negativo. Un avvertimento che suona come una critica velata a certe derive del settore, dove la pubblicità in-game ha spesso compromesso l'esperienza di gioco e la credibilità del prodotto.
Va detto che Take-Two non è contraria in assoluto alle integrazioni pubblicitarie: serie come NBA 2K le utilizzano regolarmente, e in quel contesto risultano più coerenti con la natura del prodotto. Ma GTA è un caso a parte, con una identità fortissima che non ammette compromessi. Zelnick stesso ha sottolineato come l'obiettivo primario sia restare fedeli alla proprietà intellettuale e ai giocatori, mettendo la qualità davanti a qualsiasi opportunità di guadagno aggiuntivo.
Considerando le vendite stellari che GTA 6 è destinato a raggiungere, del resto, la necessità di introiti pubblicitari appare quanto meno superflua.
