Sony nel mirino della giustizia americana: accordo da quasi 8 milioni di dollari per il monopolio sul PlayStation Store

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Sony nel mirino della giustizia americana: accordo da quasi 8 milioni di dollari per il monopolio sul PlayStation Store

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Chi di voi ha acquistato giochi digitali sul PlayStation Store tra il 2019 e il 2023 potrebbe avere diritto a un rimborso. Non è uno scenario ipotetico: è quello che emerge dall'accordo preliminare raggiunto nell'ambito della causa collettiva Caccuri v. Sony Interactive Entertainment, che ha ricevuto il via libera da un tribunale federale della California lo scorso 8 aprile 2026.

Al centro della vicenda c'è una pratica che Sony ha adottato qualche anno fa e che, secondo i legali dei ricorrenti, avrebbe danneggiato in modo significativo i consumatori americani. Prima del 2019, era possibile acquistare i cosiddetti "game-specific vouchers", ovvero codici per giochi specifici, anche presso rivenditori terzi come Amazon, Best Buy o GameStop. Poi Sony ha deciso di tagliare fuori queste alternative, obbligando di fatto i giocatori ad acquistare esclusivamente attraverso il PlayStation Network. Risultato? Niente concorrenza, prezzi gonfiati e una posizione dominante sul mercato digitale che, a detta dei querelanti, si configurerebbe come un vero e proprio monopolio.

La causa non è nuova: le prime azioni legali risalgono al 2021, e il percorso verso un accordo definitivo è stato tutt'altro che lineare. La giudice Araceli Martinez-Olguin aveva già respinto due precedenti proposte di accordo. La prima, nel luglio 2025, per via di dubbi sulla natura dei rimborsi in crediti PSN, che la corte considerava troppo simili a semplici coupon. La seconda, invece, per questioni legate alla posizione di due dei ricorrenti principali. Alla terza proposta, finalmente approvata, il fondo stanziato ammonta a circa 7,85 milioni di dollari destinati a risarcire oltre 4,4 milioni di consumatori statunitensi.

Chi ha diritto al rimborso? Chiunque fosse residente negli Stati Uniti e abbia acquistato determinati titoli digitali tra il 1 aprile 2019 e il 31 dicembre 2023. La buona notizia è che non bisogna fare praticamente nulla: chi rientra nei parametri verrà automaticamente incluso nella classe dei beneficiari, a meno che non decida esplicitamente di escludersi entro il 2 luglio 2026. I possessori di account PSN attivi riceveranno crediti direttamente sul proprio profilo, mentre chi non ha piu un account attivo potra richiedere un assegno fisico.

L'importo individuale non è ancora stato definito con precisione, dato che dipende dal numero totale di aventi diritto e da eventuali contestazioni. L'udienza finale per l'approvazione definitiva dell'accordo e fissata per il 15 ottobre 2026, e solo dopo quella data, a condizione che non emergano ricorsi, i fondi potranno essere effettivamente distribuiti.

La vicenda si inserisce in un momento di forte pressione legale nei confronti dei grandi player dell'industria videoludica. Sony non e l'unica azienda nel mirino: cause simili stanno coinvolgendo Valve e il suo Steam Store in piu paesi, a dimostrazione di quanto il tema del controllo dei mercati digitali sia diventato centrale nel dibattito pubblico e giudiziario. Per i giocatori, e comunque un segnale che le battaglie legali di questo tipo possono portare a risultati concreti, anche se i tempi della giustizia, come sempre, non sono proprio quelli del day-one.
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