
La notizia, anticipata dal quotidiano coreano The Chosun Daily, rappresenta un capitolo significativo nella lunga storia di CCP Games. Pétursson è una figura che praticamente coincide con l'esistenza stessa di EVE Online: sono oltre 26 anni che è legato allo studio e all'universo galattico che lo ha reso famoso. Vedere il timoniere del progetto riportare letteralmente il controllo in mano islandesi è qualcosa che va ben oltre la fredda logica finanziaria di una qualsiasi cessione aziendale.
Dal canto suo, Pearl Abyss non ha bruciato i ponti. La compagnia ha dichiarato che la vendita avviene in termini amichevoli e che resta aperta a possibili collaborazioni future. Il focus del gruppo sudcoreano si sposterà ora su un'ottimizzazione della propria struttura finanziaria e gestionale, con particolare attenzione alla fase post-lancio di Crimson Desert, uscito alla fine di marzo.
Per CCP Games, invece, il ritorno all'autonomia arriva in un momento quanto mai denso di progetti. Lo studio sta portando avanti in parallelo EVE Online, il suo MMO di punta attivo da oltre vent'anni, insieme a EVE Vanguard, uno sparatutto in prima persona ambientato nello stesso universo, al survival sandbox EVE Frontier e al gioco mobile strategico EVE Galaxy Conquest. Un portfolio ambizioso, che dimostra come la visione del franchise sia tutt'altro che limitata al titolo originale.
Il tempismo della notizia non è casuale: a fine maggio si terrà in Islanda l'EVE Fanfest 2026, l'appuntamento annuale che raduna la community del gioco da ogni angolo del mondo. Con CCP Games di nuovo padrona del proprio destino, è lecito aspettarsi annunci di grande peso e una direzione ancora più netta per il futuro dell'universo EVE. La sensazione è che stia per iniziare un nuovo capitolo, e che questa Fanfest possa essere il momento giusto per raccontarlo.
