Quantic Dream ha esposto come ha adottato lo smart working

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Quantic Dream ha esposto come ha adottato lo smart working

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Quantic Dream (Detroit: Become Human, Heavy Rain, Beyond: Due anime ecc) ha annunciato tramite il proprio blog ufficiale che lo studio è passato alla modalità di lavoro remota a causa della pandemia di coronavirus (Covid-19) fin dal 16 marzo. Secondo quanto riportato dallo studio, erano in corso analisi sulla crisi in corso fin dall'inizio della crisi sanitaria con il loro partner Netease. Fin da quanto la pandemia è arrivata in Europa l'azienda aveva adottato prima dei tempi delle misure igieniche supplementari, grazie alle grandi scorte di stassanizzante per mani a base alcolica fin dalla epidemia di influenza suina (H1N1) del 2009.

A partire dal 13 marzo, è stato fatto adottare lo smart working più impiegati, mentre lo studio è passato totalmente al lavoro remoto fin dal 16 marzo, mostrando un impegno davvero stellare del loro direttore tecnico e del dipartimento IT, considerando che ben prima della crisi erano relativamente pochi gli impiegati in lavoro remoto, principalmente tramite TeamViewer o VPN. Quando il governo francese ha dichiarato il lockdown, la Quantic Dream era sostanzialmente già chiusa.

Per fortuna dello studio era già partito a dicembre un progetto per permettere lo smart working all'interno dello studio, pensato inizialmente come un metodo per reclutare più facilmente persone che lavorano al di fuori di Parigi. Ciò ha permesso di avere una agile migrazione di tutto lo studio alla metodologia di lavoro incentivata dall'OMS grazie al fatto di aver già allo studio sia gli strumenti necessari che il metodo di lavoro. Il progetto aveva inizialmente un tempo stimato di 6 mesi prima di entrare in produzione ed era rivolto ad una percentuale non totalitaria dei propri impiegati.

A seguire dalla "parziale chiusura aziendale", Quantic Dream ha istituito diverse newsletter settimanali per tenere aggiornati i dipendenti sui progressi dello studio nei vari dipartimenti ed ha istituito un briefing giornaliero per ricevere informazioni sullo stato dei lavori da parte dei propri dipendenti. Tra le iniziative più bizzarre, per non far perdere il contatto umano tra i propri impiegati, l'azienda ha istituito delle pause caffè virtuali, ovvero riunioni informali per discutere di argomenti non correlati al lavoro, esattamente una simulazione delle tipiche pause davanti alle macchinette del caffè.
Dopo due settimane dal lockdown, è anche stato diffuso un questionario anonimo per raccogliere informazioni sulle condizioni di vita e lavorative dei vari dipendenti, le cui condizioni domestiche sono molto varie: alcuni vivono da soli, altri hanno compagni e\o figli con loro. Questi questionari hanno avuto quindi lo scopo di migliorare l'integrazione vita-lavoro di quest'ultimi dipendenti, poiché dover gestire a tempo pieno i figli ed allo stesso momento provare a conciliare la vita lavorativa non è di certo facile.
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