Xbox Game Pass, accordi in stand-by: gli sviluppatori terzi restano con un pugno di mosche

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Xbox Game Pass, accordi in stand-by: gli sviluppatori terzi restano con un pugno di mosche

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Negli ultimi anni, Xbox Game Pass ha costruito parte della sua forza proprio grazie ai titoli third-party, siano essi produzioni AAA o piccoli gioielli indie. Per molti studi indipendenti, entrare nel catalogo del servizio ha sempre significato una cosa preziosa: soldi garantiti, un modo per abbattere il rischio economico legato al lancio di un gioco sul mercato aperto. Ma qualcosa, a quanto pare, si sta inceppando.

A sollevare il tema è stato Fernando Rizo, partner di Kaboodle Games, intervenuto al podcast The Business of Video Game, condotto da Shams Jorjani, CEO di Arrowhead Game Studios. Secondo quanto raccontato da Rizo, diversi sviluppatori che erano in trattativa avanzata per un accordo con Game Pass si sarebbero visti sfumare l'opportunità all'improvviso.

Rizo ha raccontato di aver raccolto queste voci durante una fiera di settore in Italia, tra chiacchiere informali con colleghi del mondo videoludico. La sensazione condivisa, a suo dire, è che molti progetti fossero ormai a un passo dalla firma, salvo poi arenarsi senza preavviso. Alla domanda diretta se questi accordi siano da considerarsi definitivamente accantonati, Rizo ha preferito usare un termine più morbido: in pausa, non cancellati. Una condizione che lui stesso descrive come una fase di riorganizzazione interna da parte di Microsoft, più che una scelta strutturale definitiva. Lo stesso Rizo cita l'esperienza diretta di Kaboodle, che a inizio anno ha chiuso quello che, con il senno di poi, potrebbe rivelarsi uno degli ultimi accordi firmati prima di questo rallentamento.

Il contesto in cui si inserisce questa notizia non è casuale. Xbox sta attraversando una fase di profonda revisione del proprio business videoludico, come confermato dalla CEO Asha Sharma, e le indiscrezioni parlano di tagli al personale imminenti, con la possibilità che alcuni studi vengano chiusi del tutto. Allo stesso tempo, Microsoft ha annunciato una riduzione dei prezzi di abbonamento a Game Pass dopo un precedente rincaro, mentre i futuri capitoli di Call of Duty non saranno più disponibili al day one sul servizio, ma arriveranno solo dopo un anno dal lancio. A completare il quadro, la scorsa settimana è arrivato anche l'annuncio di un aumento di prezzo per le console Xbox, tra i 100 e i 150 dollari in più, complice la carenza globale di materiali che sta colpendo l'intero settore tecnologico.

Un insieme di segnali che, messi in fila, raccontano un momento di transizione delicato per il marchio Xbox, con ripercussioni dirette anche sul rapporto con gli sviluppatori terzi che, fino a poco tempo fa, guardavano a Game Pass come a un porto sicuro.
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